lunedì 6 giugno 2011

SECONDA ANTEPRIMA: LE INTERINALI


Signore e signori, ci avviciniamo sempre più alla data di pubblicazione di Brillante laureato offresi. Non vi nascondo un po' d'emozione, come anche la soddisfazione per il "pollice su" ricevuto da una figura d'esperienza che l'ha visionato questa settimana.

E dopo il primo assaggio, è giunta l'ora di regalarvi una seconda anteprima dal romanzo. Questa volta si parla delle tanto care interinali, che tra l'altro mi dicono dalla regia chiamarsi adesso "agenzie per il lavoro somministrato". La vecchia cazzata del "cieco" e del "non vedente", per intenderci. Ma se non ci vedi, non ci vedi.
Buona lettura.


(...) Riaprendo le e-mail ieri sera ho trovato una richiesta di contatto da parte di un’agenzia interinale della zona, con la quale mi ero fatto vivo subito dopo la laurea per aggiornare il mio status. Vi ero iscritto sin da circa fine liceo ma da parte loro non è mai arrivato nulla. Chissà stavolta, invece. Quando le interinali spuntavano come funghi, nel raggio di cinque chilometri da casa mi ero registrato a tutte o quasi, una buona dozzina. Sembrava dovessero essere la rivoluzione dell’impiego, io però non ci ho mai tirato fuori niente: mi si diceva ogni volta che se fossi stato un operaio specializzato in qualche ambito o se avessi avuto un titolo di studio in più avrei avuto diverse possibilità, ma messo com’ero messo purtroppo c’era poco da fare. Non ero «né carne, né pesce», come mi sentivo ripetere. Poi c’erano volte che davvero avevo di meglio da fare che andare a scaricare divani per venti ore su due giorni a quattro Euro l’ora. Adesso invece, essendomi laureato, qualcosa dovrebbe cambiare.
Nel corso di una telefonata rapidissima mi viene detto di passare quando voglio per «fare due chiacchiere e sentire la proposta». Non perdo tempo in ulteriori domande perché le interinali si sa che altro non dicono, quindi salto in macchina e vado.

Giunto in sede, siccome la persona a cui devo parlare è occupata in un colloquio, vengo invitato ad accomodarmi e a riempire un formulario, munito di penna a sfera aziendale. Riempio la prima pagina e alla fine, spazientito da questi soliti, eterni convenevoli guardo le altre tre e vedo che non è altro che il formulario on-line in versione cartacea, lo stesso già compilato tempo addietro. Mi alzo e vado dalla signorina che mi ha accolto. Sì, con una velata supponenza, ma la gente si deve dare una svegliata.
«Scusi, ma questo non è mica come il vostro formulario on-line?»
«Sì»
«Eh, allora guardi che io sono già nel vostro database»
«Ah sì?»
«Sì. Provi a dare un occhio per sicurezza. Mattia Colombo»
«Ehm…ehm…ehm…»
«L’ho aggiornato dopo il nuovo titolo di studio»
«Eccolo. Sì, ce l’ho»
«Allora devo per forza compilare anche questo?»
«Ehm…no, può lasciare stare allora»
«Grazie». Ma svegliamoci, per la miseria. E la penna gliela frego per vendetta.

Resto cinque minuti a girarmi i pollici –sempre meglio che compilare formulari inutili- e vengo quindi chiamato nell’ufficio della manager. Dopo un excursus generale sulla mia situazione, i miei studi, le mie aspirazioni professionali e addirittura i miei interessi personali, arriviamo al succo della faccenda.
«Benissimo Mattia. Vedo che lei è una persona sveglia, quindi penso proprio che la proposta che ho faccia al caso suo»
«Mi dica» e le faccio un sorriso.
«La proposta riguarda un’azienda che produce ceramiche. Le può piacere l’ambito?»
«Beh, l’ambito in sé per me è relativo, dipende la mansione»
«Certo, certo. Comunque quest’azienda produce dalle piastrelle ai vasi, eccetera». E chissenefrega, andiamo al punto, vorrei dirle.
«OK», scandisco invece.
«Avremmo pensato a lei per un percorso d’inserimento graduale che le permetterà di crescere nell’azienda conoscendone la sostanza alla perfezione»
«Bene»
«E le prospettive sono poi quelle di un ruolo dirigenziale a svilupparsi negli anni, che però come base richiede una preparazione solida, che non può che maturare tramite l’esperienza specifica»
«Capisco. Condivido fra l’altro, l’esperienza è sempre un fattore chiave. Pur da laureato, so comunque che il pezzo di carta non presuppone che io possa saper fare un mestiere bene da subito»
«Mi fa piacere trovarla d’accordo». Sorrisone da parte sua. (...)

Come andrà a finire secondo voi?
Si accettano scommesse. La verità, poi, con l'uscita del libro.

       

4 commenti:

  1. ottimo metodo per pubblicizzare un libro
    mi sa che farai lo scrittore e non il ceramista
    ciao...
    umberto

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  2. Grazie Umberto, spero che questo sito diventi anche un luogo di dibattito costruttivo :-)

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  3. e io che speravo di leggere come andasse a finire :(

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  4. Non disperare Vincenzo, il libro è in arrivo :-)

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