mercoledì 6 luglio 2011

E IL SETTIMO GIORNO...

...Mattia tornò a scrivere sul blog.
Tempo per il riposo non ce n'è, una settimana dopo la pubblicazione: tanti scaricano l'eBook, più persone del previsto stanno comprando il cartaceo (ora disponibile anche nei punti laFeltrinelli su prenotazione) e io nel mentre sto bussando con molta umiltà a tantissime porte per presentare il frutto del mio lavoro.


Finora la risposta è stata di certo soddisfacente (ad esempio, più di 100 "like" tramite Facebook al post precedente non me li spettavo), ma siamo solo all'inizio e la fase più intensa è proprio quella che mi si apre adesso.
Chi fra voi ha già letto tutto il libro avrà scoperto quanto io sia ferrato mediaticamente parlando in base alle esperienze che ho avuto. E proprio in relazione ad esse lasciate che vi spieghi una cosa, perchè anche quando si parla di un libro le dinamiche sono analoghe: non mi stuferò mai di dirlo, ma il successo o il fallimento di un'opera non sono unicamente decretati dall'effettiva qualità della stessa, bensì almeno per un 50% sono stabiliti dal tipo di propaganda che s'innesca.
Se domani anche solo un giornalista parlasse bene di me su una testata nazionale, che io me lo meriti o no avrei gli occhi dell'Italia intera puntati addosso. Se invece, mettiamo caso, per i media italici BLO non fosse un frutto adatto alla stagione della tintarella e delle diete lampo, allora buonanotte: il mio libro non farà mai notizia nonostante i molti aspetti notiziabili che lo caratterizzano.

Ebbene sì, c'è una stagione per tutto: per l'amore secondo Battiato, per il caro benzina, per i saldi e anche per le notizie. Nell'ambiente della discografia, ad esempio, nessuno osa proporre un nuovo prodotto nel periodo di Sanremo perchè l'occhio mediatico non si posa su altro da 15 giorni prima a 15 giorni dopo la (qualitativamente opinabile) kermesse della città ligure. E questo è solo un esempio fra tanti.
Col mio libro io corro su questa sottile doppia linea: da una parte c'è il sacrosanto dovermi sottoporre all'occhio dei critici letterari, dall'altro c'è il dover vedere se ho il sapore giusto per questa stagione, tanto climatica quanto politica.
Politica, appunto: non mi aspetto la benché minima considerazione da parte dei mass-media del "va tutto bene", che essendo in questo momento quelli filo-governativi occupano una bella fetta del panorama nazionale. Mi rendo conto che un giornalista dovrebbe avere le palle quadrate per venire a darmi spazio su un giornale o in una trasmissione riconducibile al centro-destra. Purtroppo è così che gira la nazione in cui stiamo.

Un ultimo fattore da prendere in considerazione è chi mi ha preceduto, appropriandosi di taluni spazi mediatici o relative disponibilità prima che io potessi fare alcunché. Io ho scritto Brillante laureato offresi senza domandarmi se qualcun altro avesse fatto qualcosa di simile. Forse ho sbagliato a tralasciare questo aspetto per troppo tempo, ma ero troppo concentrato su ciò che stavo creando. Nelle fasi finali della lavorazione di BLO mi sono però posto il quesito e ho cercato in rete, trovando lavori di svariata tipologia, dai blog ai romanzi alle produzioni cinematografiche. Tutte opere con un proprio perchè e che non mi permetto di giudicare se non con un plauso. L'elemento di unicità che però fa sì che il mio romanzo sia diverso da tutto e tutti risiede nel fatto che quella che ho narrato è una storia VERA, paradossalmente più strana ed originale di quelle (seppur certamente verosimili) partorite da menti altrui. Fra il vero e il verosimile c'è un fiume in mezzo e BLO sta da una parte mentre tutte le altre opere che ho incontrato sono sulla sponda opposta.
Non crediate sia stato un vezzo fare quello che ho fatto: con diverse realtà e diverse persone scrivere questo libro è stato come firmare una dichiarazione di guerra. Ci ho messo il mio nome a chiare lettere e la mia vita a chiare parole. L'argine è tracciato, ho spazio per spiegare ma non certo per ritrattare.

Tutte queste righe per arrivare a chiedere a voi una cosa: questo libro leggetelo e consideratelo per favore con la vostra testa, che vi piaccia o non vi piaccia. Che mi si srotolino tappeti rossi da domani o che non mi resti altro se non la solita pizzeria di paese dove incrociare qualcuno di voi, per favore non fate l'errore di Mirko & Co., per i quali sono stato un coglione e un fenomeno a seconda di quali riflettori mi venissero puntati addosso o meno.
Io sono sempre lo stesso, la mia testa è sempre una sola, questo libro sarà sempre il medesimo.

PS: restate sintonizzati per novità di ogni genere. Siamo all'inizio di tutto, la pubblicazione del libro non decreta certo la fine di questo blog! Vedrete voi stessi.

   

6 commenti:

  1. Ciao Mattia.
    Ho letto il libro e volevo farti i miei complimenti. Sopratutto per la forza d'animo che hai messo in campo per difendere te stesso e la tua professionalità nel mondo che oggi come oggi cerca di più il profitto immediato rispetto ad una crescita condivisa.
    P.S. una piccola critica forse per la fine del libro... o hai in mente già di scrivere il secondo, oppure qualche delucidazione in più rispetto a cosa è successa dopo forse ci era dovuta.

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  2. Ciao, grazie mille per quanto dici. Sono contento che il libro ti sia piaciuto!

    In quanto al "cos'è successo poi" sto studiando la maniera migliore per mettervi al corrente di quel che ho vissuto, ma ci vorrà del tempo.
    Per intanto concentriamoci tutti su quel che BLO racconta fino a questo punto, che rimane sempre e comunque la portata principale :-)

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  3. Ciao Mattia...
    Almeno qualche news riguardo Mary...
    So che il punto centrale del libro è un altro, ed è molto importante.. ma il gossip ha sempre il suo fascino, in qualsiasi contesto lo si vuole inserire... :-)

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  4. Vedro' allora d'istituire un'apposita rubrica :-)

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  5. letto! non male. Anch'io voto per le news sulla love story ;). Per quanto riguarda invece il tema principale del libro (precariato et similia)........mah...è vero, non sei laureato in scienza delle "merendine" ma comunque in alcunché di estremamente generico. 20 anni fa in italia ovviamente avresti potuto sperare in una carriera (brillante o meno) ed immagino che all'estero tu abbia trovato qualcosa, ma in italia (e anche all'estero) le uniche prospettive sicure (al di là dell'azienda del papi) sono date da conoscenze tecnico/scientifiche con un grado elevato di specializzazione. non è colpa tua ma il mondo sta andando così e prima o poi, anche se non piace, bisognerà adeguarsi.

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  6. Capisco il tuo discorso, ma io comunque continuo a vedere (proprio per quanto riguarda il mio caso) un fortissimo pressapochismo in molte situazioni del mondo del lavoro italiano.

    Le conoscenza tecnico/scientifiche se ben sviluppate sono certamente quelle che permettono un più facile inserimento e sviluppo di carriera. Quello a cui però è errato cedere è la mentalità del "colpo d'occhio", secondo la quale si capisce subito quale sia il ruolo o l'utilità effettiva di un ingegnere o un medico, a differenza di altri tipi di figure che sono meno facilmente inquadrabili e la cui utilità si misura sulla lunga distanza anziché nell'immediato.

    Ed è vero quanto dici, cioè che bisognerà adeguarsi ad un alto grado di specializzazione, ma a quanto vedo io è una larga fetta dell'imprenditoria che deve sintonizzarsi su questa mentalità e rinunciare al pressapochismo con cui s'è gestita dal dopoguerra ad oggi.

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