giovedì 29 settembre 2011

L'UNIVERSITA' ALLA MODA


Con mia grande sorpresa ho scoperto che la moda, dopo essere sbarcata nella cornice radical-chic del Liceo Parini, è arrivata anche nella mia, ben più popolare, ex-università: "per il quarto anno consecutivo" l'Università degli Studi di Milano, meglio nota come "la Statale", ha accolto la sfilata di Missoni all'interno della sede principale di via Festa del Perdono.


Io non sono contro queste iniziative e mi dissocio dalla polemica sul velinismo lanciata dalla borghesia liceale pariniana. La moda in generale ha altri problemi di cui potremmo discutere per ore, uno su tutti l'imposizione delle taglie, guaio dai molti risvolti tanto sociali quanto lavorativi per chi vive tale ambiente. Se si vuole però polemizzare sul velinismo ci sarebbero da picchettare molto prima le maggiori TV, gli editori di riviste glamour/scandalistiche, e a gran sorpresa -se non ve ne siete accorti, buongiorno- anche le maggiori emittenti radiofoniche italiane, dove i professionisti di un tempo sono stati pressochè totalmente soppiantati da starlette in disuso televisivo.

Per quanto riguarda lo sbarco della moda in luoghi di formazione culturale, l'idea in sé è anche molto buona, se le si dà però un senso pratico oltre che concettual-pubblicitario. Da qui la mia macrodomanda: oltre al reciproco ritorno d'immagine (e un lauto compenso, mi auguro, per la Statale che concede la propria struttura in corso d'anno accademico) c'è dell'altro?
Mi spiego: in quest'era di truce precariato, troverei giusto concedere accesso alle aziende in tali contesti non solo dietro (sperati e lauti) compensi per gli spazi in usufrutto, bensì anche a fronte di particolari progetti in favore degli studenti. E per pietà, che non siano i soliti stage o contrattini miseri. Esiste quindi una sorta di partnership, una sinergia, un progetto Statale-Missoni in favore dei laureandi/laureati dell'ateneo, oppure una sfilata in via Festa del Perdono significa solamente che le strutture e i locali dell'Università degli Studi di Milano sono affittabili per eventi?

Nel primo caso, 30 e lode per l'iniziativa e attendiamo gentilmente più informazioni.
Nel secondo, "ancora una domandina per decidere il voto": potremmo avere una risposta sul guadagno monetario netto di un tale evento e su come susseguentemente tali fondi verranno utilizzati in favore dell'ateneo?
"Se mi risponde bene, le do un bel voto", mi dicevano in sede d'esame. L'invito è aperto.
                    

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