giovedì 15 settembre 2011

NO TRUFFE, CORSI OK


Dopo l'annuncio in uno dei post precedenti, in diversi mi avete sollecitato ad affrontare l'argomento corsi di lingue il prima possibile. Ragionevolmente, direi, visto che è appunto sul finire di settembre che la maggior parte delle persone parte con lo studio di una nuova lingua.

In questa prima parte vi spiegherò come scegliere al meglio un corso d'inglese, la più gettonata delle lingue straniere. Prossimamente (nel giro di breve, tranquilli) farò un discorso più generico su altre lingue.
Non mi pongo con nessuna autorità, ma certamente con la voce di una persona che parla correntemente 5 lingue e fra poco comincerà ad apprenderne una sesta. Sedici anni d'esperienza come studente di lingue straniere sono un bagaglio consistente, fra ciò che ho provato, visto e conosciuto. 

"English is big business" è la frase che dovrebbe rimpiazzare il classico "The book is on the table" nella prima lezione. Esattamente: dietro l'inglese c'è un grande giro d'affari, e come sempre in queste condizioni vi sono sulla scena sia enti di livello che perfetti cialtroni.
Prima di tutto, sfatiamo due credenze popolari:
  1. L'insegnante ci vuole madrelingua
  2. L'inglese degli USA è il migliore
Punto primo: il mito del madrelingua è da abbattere. Quando si parla dei fondamentali, un madrelingua vale pressoché zero se non ha ricevuto una formazione precisa su come la grammatica e gli aspetti correlati vadano insegnati agli stranieri. Sapere una lingua e saperla insegnare sono due cose ben diverse. In più, è bene siate al corrente che il livello medio di conoscenza grammaticale che un madrelingua inglese ha del proprio idioma è senza dubbio più basso di quello che noi italiani abbiamo del nostro. Chiedete a 10 italiani e a 10 madrelingua inglesi in età scolare di individuare il verbo all'interno di una frase e vedrete la differenza, giusto per farvi un piccolo esempio.
Un madrelingua non formato può solo contribuire a migliorare il livello conversazionale degli studenti avanzati. Solo se siete tali e solo se il vostro obiettivo è quello di diventare fluenti per le questioni quotidiane potete rivolgervi senza indugi all'amica della cugina della ragazza di vostro fratello che è di Philadelphia, per esempio. Se invece siete studenti alle prime armi o intermedi, oppure se siete in cerca di training specifico ("inglese per l'azienda", ad esempio) vi ci vogliono persone qualificate, madrelingua o meno che siano.
In tutto questo quadro non sottovalutate gli insegnanti non di madrelingua. Specie per chi muove i primi passi o per chi ancora non ha raggiunto un livello intermedio (che tecnicamente si chiama "livello B2") possono essere addirittura meglio, in quanto capaci di chiarire i dubbi in qualsiasi momento anche nella lingua dello studente. In parole povere, per i meno esperti è meglio poter apprendere da un insegnante che si avvicini quanto più possibile al bilinguismo; che poi tale insegnante sia un italiano con consistente esperienza in terre di madrelingua inglese oppure un madrelingua inglese con padronanza approfondita dell'italiano è, a conti fatti, la stessa cosa.

Secondo punto, altro falso mito: l'inglese degli USA (spesso chiamato "l'americano" da chi dimentica che anche i canadesi e i giamaicani sono madrelingua inglesi in America) ritenuto "l'inglese migliore". Coloro che sostengono ciò sono persone soggiogate dal marketing cultural-mediatico a stelle e strisce.
Andando al nocciolo della questione, se studiate in Italia è importante che il vostro insegnante -di qualsiasi provenienza sia- abbia l'intelligenza di lasciare fuori dalla porta le inflessioni più marcate del suo luogo d'origine. Nella maggior parte dei casi, comunque, il quadro è più che positivo quando si ha un insegnante qualificato. Se invece volete trascorrere un periodo all'estero e le vostre mire sono principalmente linguistiche (a chi interessa migliorare col surf farei un discorso diverso, tanto per dire), per noi Europei la migliore soluzione è anche quella più facile da raggiungere: il caro vecchio Regno Unito. Non sparatevi dall'altra parte del mondo solo per un corso di lingua, sarebbe come se un torinese andasse a comprare il pane a Bari.

E ora il top dei suggerimenti, validi ovunque voi vogliate andare a studiare inglese, Italia o estero.
  • Chiedete la qualifica del vostro insegnante prima di iscrivervi. Ci sono una miriade di certificazioni e pseudo tali in circolazione, molte delle quali sono pura fuffa, sappiate quindi che le due principali -ed equivalenti, perciò non sono da avere entrambe- sono attualmente il Cambridge CELTA e il Trinity CertTESOL (è giusto comunque sottolineare che insegnanti con più di 6-7 anni d'esperienza nel settore potrebbero non essere in possesso di tali certificazioni, divenute un giusto prerequisito solo in tempi più recenti. In questi casi, una consistente esperienza pluriennale compensa senza dubbio). Se si tratta invece di insegnanti d'inglese non madrelingua, è molto più difficile che abbiano un CELTA o un CertTESOL: laurea in lingue e rilevante esperienza nel Paese dell'idioma insegnato sono sicuramente un valido punto di partenza.
  • Non dimenticatevi anche di fare una domanda su chi coordini i corsi, in caso vi rivolgiate a una scuola. Gli insegnanti non possono essere cani sciolti, devono avere un "direttore d'orchestra" che imposti i programmi per i vari livelli e si assicuri che tutto si svolga a regola d'arte. Solitamente il coordinatore è la persona più esperta e qualificata all'interno del corpo insegnanti. Io personalmente ho visto insegnanti CELTA passare a tale ruolo una volta maturata esperienza pluriennale e conquistata una certificazione superiore, come un Cambridge Delta o equivalente.
  • Chiedete da quante persone sono formate le classi: oltre i 12, o state frequentando un liceo/università o vi stanno mettendo in un ambiente troppo sovraffollato per gestire le esigenze di tutti.
  • A meno che non siate di primissimo pelo, assicuratevi che vi sia tanto un test d'ingresso quanto la meno scontata possibilità di cambiare livello in caso sia voi che il vostro insegnante conveniate che le lezioni siano troppo facili/difficili. Non c'è nulla di peggio che rimanere forzatamente bloccati in una classe di livello non adeguato al vostro.
  • Non sottovalutate i vantaggi dell'essere in gruppo con altre persone del vostro stesso livello. Dall'interazione e da quel po' di sana competizione nasce sempre il progresso. Parallelamente, prima di aver raggiunto un livello medio non ritengo vi siano grandi benefici nel pagare il quadruplo per prendere lezioni individuali.
  • Se una volta giunti ad un livello medio-alto cercate training per ambiti specifici (per l'azienda, per la trattativa d'affari, per la scrittura e via dicendo) non crediate che chiunque possa fare al caso vostro, anche se con CELTA o CertTESOL. Esigenze specifiche richiedono specialisti, e laddove non esistono certificazioni vere e proprie è il CV dell'insegnante a dover parlare.
  • Continuità e costanza sono l'imperativo: meno di 4 ore a settimana non vi porteranno granché in là, così come credere che farete enormi progressi in due cambi di luna. Per fare un esempio medio, a chi da un livello scolastico vuole raggiungere i piani alti consiglio di preventivare come minimo un lasso di tempo da settembre a giugno con 2 lezioni settimanali da 2 ore ciascuna e almeno 1 ora fra una lezione e l'altra per fare esercizi su quanto appreso (yes, i compiti. Senza quelli non si progredisce. Se non ve li danno, chiedeteli voi).
  • Se si tratta invece di lezioni individuali di conversazione, suggerisco come minimo 1 lezione da 2 ore a settimana. A mio parere, lezioni di conversazione della durata di un'ora sono come allenamenti di nuoto che si fermano al riscaldamento a bordo piscina, mentre ciò di cui si ha bisogno è tuffarsi e macinare vasche.
  • Postilla dedicata a chi si dirige in territorio britannico: i corsi di lingua accreditati dal British Council offrono -almeno sulla carta- maggiori garanzie in merito alla qualità degli insegnanti e dei metodi, effettuando questo ente controlli periodici su come operino le scuole affiliate o candidatesi a diventarlo. Non rispettare gli standard (es: classi sovraffollate o insegnanti non adeguatamente qualificati) significa perdere o non ricevere l'accreditazione.

Il panorama dei corsi di lingua inglese è molto ampio, quindi ci si può permettere di avere più pretese che con altre lingue.
Il mio consiglio è quello di sentire ogni volta più campane, di informarvi preventivamente sulla base dei criteri oggettivi che vi ho consigliato e dopodichè di lasciarvi andare e godervi il corso quanto più possibile. Esigiate le giuste risposte prima dell'iscrizione: se s'inacidiscono o danno risposte lacunose, peggio per loro, avranno perso un cliente. Al contrario, una volta entrati in classe non viviate il tutto con lo sguardo circospetto di chi teme sarà fregato da un momento all'altro. Se ci sono problemi di rilievo fateli presenti, ma applicatevi in prima persona per favorire l'armonia nella classe, dare suggerimenti, portare progresso. Più sintonia c'è col vostro insegnante, meglio è: non scordatevi mai che è una persona -non un computer con installato un intero dizionario Garzanti- e che sta svolgendo il suo lavoro, perciò merita rispetto ed educazione.

Molto presto vi spiegherò come poter scegliere un buon corso per altre lingue. Ci sono considerazioni differenti da fare e lo studente non ha più così tanta possibilità di scelta, ma ciò non vuol certo dire che una scuola valga l'altra.
Fatemi sapere se e dove v'iscrivete!

     

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