martedì 4 ottobre 2011

NO TRUFFE, CORSI OK - parte 2

Rieccoci coi suggerimenti su come scegliere buoni corsi di lingua.
In questa seconda parte, come promesso, vi darò consigli generali su come individuare ciò che fa per voi quando si parla di lingue straniere che NON siano l'inglese. Prima di procedere, vi invito caldamente a rileggere la prima parte, perchè al di là di tutto il discorso legato strettamente al mondo anglofono c'erano anche importanti dritte di carattere universale che eviterò di ripetere a questo giro per non incappare nella ridondanza.


Quando si è alla ricerca di corsi per lingue meno gettonate dell'inglese, il panorama generale cambia sostanzialmente e il perchè si spiega svelto: il fatto che -come dicevo- "English is big business" ha permesso sulla base della concorrenza fra i vari enti una forte evoluzione dei metodi d'insegnamento e dei percorsi per diventare insegnante certificato; inoltre il rapporto qualità/prezzo è molto più compatto. Quando invece cerchiamo in via privata corsi di francese, spagnolo, tedesco, portoghese, russo, cinese, arabo, giapponese e via dicendo, dobbiamo "rassegnarci" all'approcciare ambienti -concedetemi il termine- "un passo indietro" sotto il punto di vista professionale. Qui cominciano le sabbie mobili: ci troviamo col desiderio d'imparare una certa lingua, nel raggio di 50km ci sono solo 3 scuole anzichè 30 come per l'inglese e ad un primo sguardo in rete tutte si presentano pressoché nella medesima maniera. Cosa facciamo, scegliamo quello più vicino a casa o che costa di meno? No, fermiamoci un attimo e:
  1. Ridiamo un'occhiata ai rispettivi siti internet e cerchiamo di scoprire le origini/la derivazione degli istituti in questione. Che background ha chi li ha lanciati sul mercato? Sono entità nuove oppure con una storia consolidata alle spalle? Notiamo qualche relazione con le istituzioni oppure sono realtà a sé stanti?
  2. Facciamo una bella telefonata al consolato e/o alla camera di commercio del tal Paese e sentiamo chi ci propongono loro e se hanno qualche particolare consiglio.
  3. Se abbiamo qualche conoscente che studia la lingua in questione, due parole non guastano certo. In special modo se abbiamo sottomano persone in età scolare/universitaria, non sarebbe malvagio che tramite loro si riuscisse ad accalappiare qualche dritta dai relativi insegnanti. I consigli dei professionisti dell'ambiente sono sempre preziosi come l'oro.
  4. Visitiamo/chiamiamo ora le scuole papabili e chiediamo informazioni generali. Sentiamo come si presentano, come si pongono, come ci trattano. Chiediamo come reclutano gli insegnanti, senza però in questo caso aspettarci che siano necessariamente muniti di attestati specifici come per l'inglese. Quando si tratta di lingue meno gettonate, la vera discriminante risiede nel background degli insegnanti (formazione universitaria linguistica + esperienza nell'insegnamento). Chiediamo inoltre da quante persone sono le classi: mai più di 12, ricordate.
Attenzione: può tranquillamente darsi che dopo tutto questo iter rimanga ancora qualche dubbio, specie se non si è potuto usufruire di quanto al punto 3. Parlo per esperienza diretta e sempre in base a ciò mi sento di dare i seguenti consigli:
  • Se con la tal lingua partite da zero o pressoché ed avete obiettivi di una certa importanza (lavoro, trasferimento, percorso di studi all'estero), è decisamente meglio rivolgersi a realtà consolidate anche in caso questo volesse dire spendere una cifra maggiore e fare più strada per raggiungere la sede. Non è mia intenzione fare pubblicità, ma giusto per farvi capire: se volete imparare il tedesco, il Goethe Institut è una garanzia; se si parla di spagnolo, l'Instituto Cervantes lo è parimenti.
  • Se invece siete già ad un livello medio-alto (dal B1 in su) e quello che vi serve è sostanzialmente un corso di perfezionamento, potete "rischiare" qualcosina in più ed eventualmente basare la scelta su un vantaggio logistico o economico. Createvi comunque una sensata via di fuga cominciando ad iscrivervi per un breve lasso di tempo. Questo è proprio ciò che feci io trasferendomi in Germania, quando nonostante anni di studio mi trovai con la forte necessità di sgranchire le mie capacità conversazionali, affinare la pronuncia e dare anche una rinfrescata ad alcune regolette grammaticali: 3 settimane di corso ad una scuola comoda da raggiungere e OK col prezzo, situazione che mi calzò a pennello ma non priva di talune pecche, a causa delle quali ad un principiante con mire importanti suggerirei di guardare prima altrove.
Sul dilemma "insegnante madrelingua o no", vale lo stesso discorso fatto per l'inglese. Se parliamo invece di conversazione (il che significa che siete già studenti di un certo livello dal punto di vista grammaticale), fatevi consigliare sul caso specifico da chi vi ha seguito. Esempio spicciolo: se studiate francese non vi è grossa differenza che sviluppiate un accento della Francia o della Svizzera francofona, ma il divario comincia a farsi rilevante se si tratta di inflessioni da canadesi del Québec o ancor di più da ex-colonie francofone (come vedete qui, il francese è lingua ufficiale di moltissime nazioni). Badate che il vostro insegnante, come già detto per l'inglese, sappia ben parlare la varietà principale della lingua e lasci fuori dalla porta le inflessioni più marcate del luogo d'origine. Non sempre è possibile, quindi fatevi consigliare da chi è competente ed affidatevi a figure di un certo background accademico.

Tanto meno ampia è l'offerta di corsi della lingua desiderata, quanto più diventa inevitabile un salto nel vuoto. Anche dopo tutti questi miei consigli, il margine di rischio non è azzerato. La formula per l'infallibilità non esiste, ma ciò che conta è minimizzare le chance di fregatura.
A questo punto, coi due post dedicati all'argomento, siete pronti per prendere tutte le informazioni del caso e lanciarvi. Fatelo con criterio ma fatelo, perchè gli unici che non rischiano sono coloro che non si muovono. Però, appunto, restano sempre fermi.
    

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