martedì 1 novembre 2011

LA DURA LEGGE DI OGGI


E fu così che mi cadde anche l'ultimo baluardo.
Beh, penultimo per la verità, dato che Silvio docet: la tradizione è quel che conta...e il lavoro più antico del mondo resiste bene.


Ma se Kenshiro scomparve all'orizzonte senza più dar notizia, e assieme a lui "2000 anni di tradizione Hokuto", ora scopro che anche gli avvocati se la passano male. Chiaramente parliamo dell'Italia e parliamo dei giovani: 1000 Euro al mese anche qui, incarichi in nero (che per un avvocato è un po' come se un medico prescrivesse sigarette), mancanza di sbocchi e tutto il carrozzone.

Io avevo sentito che nel settore della psicologia s'arrancava parecchio, e m'ero detto che forse era colpa del fatto che sia di una "materia di pensiero". Inoltre, giorno per giorno io stesso, esperto linguistico, m'imbatto in persone che credono che per me tradurre sia un compito tanto svelto quanto il loro inoltrarmi file. Insensibilità, leggerezza, incompetenza, mi dico sempre.
Ma ora m'arrivano i giovani avvocati in crisi e mi si smonta tutto. E' semplicemente che ce ne sono troppi, oppure c'è dell'altro?
Eppure diventare avvocato non è facile, non si diventa tale scoppiando Saccottini a Scienza delle Merendine. C'è da farsi un mazzo notevole e credo che Legge sia ancora una di quelle facoltà dove la selezione naturale in corso di studi sia di un certo peso, per merito di molteplici fattori. Quindi com'è che ci si riduce a questo?

Credo siamo tutti d'accordo nell'affermare che l'Italia non sia una società paradisiaca d'amore reciproco e rispetto per il prossimo. Perciò non possiamo dire che non ci sia bisogno d'avvocati. E in realtà lo sappiamo bene quanto siano necessari e quanto consequenziale prestigio la categoria abbia sempre avuto, sin dai tempi dell'Azzeccagarbugli di manzoniana memoria.
Ecco, allora sarà mica che vi sia qualche manovra di casta per impedire ai figli di nessuno di accedere alla professione? Oppure siamo giunti al punto in cui vi è così tanta sfiducia nella giustizia, che gli italiani evitano il più possibile di rivolgervisi?

Un pensiero latente che mi ha accompagnato tanto nei periodi narrati nel mio romanzo quanto nelle successive fasi di scrittura e pubblicazione è stato: Mattia, se avessi avuto le palle di iscriverti a Legge, oggi staresti meglio. L'ultima volta che m'è capitato? 48 ore fa.
E se questa sfiga senza quartiere da un lato ha anche il -triste, lo so- vantaggio di trascinarmi fuori dall'effetto Calimero (forse non siamo giusto io ed altri 4 sfortunati ad essere i pulcini neri della nazione), dall'altro non posso non constatare che in Italia ci sia un grande bisogno di legalità e di relativo rispetto.

Quindi, giovani avvocati, quel che vi suggerisco io è di tenere la testa alta e le antenne ricettive. Demolite i vecchi modus operandi della categoria e abbracciate il popolo, che di voi ha molto bisogno da subito, e nel futuro anche ne avrà. In particolar modo nel vostro caso, reinvestire in ciò che siete ma gestendovi in maniera più dinamica dei vostri precedessori "tutti toga e parcelloni" è, a mio modesto parere, forse l'unica via pratica per poter risalire. E con voi la nostra gente, il che vale doppio.
Non gestitevi all'americana, svincolatevi dai precedenti. Ora.
           

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