martedì 29 novembre 2011

SEMPLICEMENTE SCANDALOSO


Vi avevo promesso uno "scoop". Eccolo.
L'immagine qui sopra è lo screenshot della mia risposta finale a quella che mi tocca ricordare come "la corrispondenza dello scandalo" con un quotidiano del Nord Italia.
Cliccando sopra potrete vedere l'immagine a grandezza originale e in seguito vi carico le altre 6 immagini in ordine cronologico. Per fugare qualsiasi problema di visualizzazione vi lascio disponibile anche la versione PDF, sempre coi messaggi in ordine di successione (dimensione consigliata: 110%).


Perché scandalo? Questo è quello che è successo: io, da autore indipendente alle prese con la promozione "fai da te" del proprio libro, in questi mesi ho bussato alla porta di svariate realtà mediatiche. Una delle prime a cui mi sono rivolto è quella in questione, che in precedenza aveva dedicato spazio alle mie vicissitudini in materia musicale. Il risultato? Mi sono clamorosamente visto ordinare di scrivere l'articolo! Avete capito bene: un articolo sul mio libro scritto da me medesimo, che poi loro avrebbero pubblicato sul quotidiano. Praticamente un'autointervista/autorecensione, con tanto di lunghezza e termini di consegna prestabiliti. Alla faccia dello spirito critico, della deontologia professionale e dell'etica giornalistica.

Sarò sincero: mentre la parte emotiva del cervello m'andava in escandescenza, quella razionale mi ha tenuto alla scrivania a riflettere per qualche minuto, dicendomi "Mattia, fatti due conti: non sei un cazzo di nessuno, hai un libro da promuovere e qui c'è facile facile uno spazio su un quotidiano di una certa portata dove, per di più, puoi scrivere di tuo pugno quel che ti pare. Cazzo fai, rifiuti? Fatti furbo, ragazzo...".
Nel turbinio di pensieri ce n'è stato uno su tutti che però m'ha fatto chiudere la questione: ma se questi fanno così con me che non sono nessuno, quanto diamine caleranno le braghe di fronte al mondo della politica, dell'industria e dei poteri forti in generale? Quanta monnezza ci rifilano da leggere? Quante balle, quante faccende manipolate, quante baggianate scritte dall'ufficio stampa della tal azienda, del tal politico o di chicchessia?
Affanculo, questi si meritano una bella figura di merda.

Nel tempo che è passato da luglio ad ora mi sono interessato su quale fosse la maniera migliore per agire. Mi sarebbe piaciuto pubblicare in rete nomi di persona e testata, ma ahimé l'avvocato mi ha confermato che rischierei una bella denuncia per diffamazione. Purtroppo non mi posso permettere questioni del genere di questi tempi, quindi ho dovuto segretare i loro indirizzi (il mio l'ho mascherato solo per evitare spam, ma che l'account mi appartenga si vede dall'intestazione). Se quindi i diretti furbacchioni la fanno franca (per il momento, ma valuterò altre strade), questa vicenda resta comunque valida nel suo aspetto principale: aprire gli occhi al popolo su come funzioni in certi casi il retrobottega dei mezzi d'informazione. Un dietro le quinte squallido, il cortiletto di un bordello dove il meretricio si esercita nella sua forma più infima.

Lasciandovi agli screenshot dei primi 6 passi della conversazione e rimandandovi a quello in apertura per la scoppiettante conclusione, resto anche io in attesa di vedere se con questo mio post succederà qualcosa.
Sinceramente? Ne dubito.

 1: la mia e-mail di apertura

2: la strana risposta

3: io chiedo chiarimenti

4: mi replicano quasi stizziti

5: la mia fatidica domanda

6: la loro incredibile risposta
                     
                

7 commenti:

  1. Beh, scusa, trovi un giornale che accetta di promuoverti, ti chiedono di provvedere te stesso alla tua promozione ,visto che in alternativa dovrebbero impiegare ore e ore per leggere il libro, ore per scrivere un articolo che magari poi non interesserebbe a nessuno e credo, scusa la franchezza, che se proprio devono investire 8 ore di lavoro per un articolo, magari vanno su libri / autori più blasonati; io invece di scandalizzarmi (per non so che cosa poi) avrei scritto l'articolo e via... in fin dei conti è per tuo e solo tuo vantaggio (imho)

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  2. Allora non hai capito proprio una fava (imho)

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  3. @al primo anonimo - scusa per i errori che farrò, ma nn sono italiano...

    Cmq- il discorso è sempte questo, che se hai creato qualcosa, sia musica, arte visuale o propio un testo come per esempio un libro, alora il tuo interesse è sempre di presntarti a un pubblicco. Ma, presentarsi a un pubblicco- che cos'è altro che confrontarsi con le idee di altre persone sul propio lavoro, che hai finito e presentato? Beh, scendi in campo per cambiare idee e argomenti e voi cambiarli con altre persone.. tra di loro anche i critici. Scrivere una critica sul stesso lavoro sarebbe in questo caso nient' altro come una auto-truffa! Una menzogna contro se stesso... sopratutto se nn sei solo interessato di avere publicity per il libro ma di entrare in un discorso come uno che creato qualcosa... entrare in un discorso con se stesso- che sarebbe stato il caso se l'autore avrebe scritto la critica lui stesso - è. ome caminare senza andar avanti... per un personaggio serio, nn po essere una soluzione... E infatti, se un giornale o qualsiasi usa questi strumenti e mezzi per articoli, alora nn è nemeno il mezzo adatto per entrare nel discorso con una audience... anzi, perde la sua reputazione giornalistica e anche il autore del libro la perderebbe... Ci sono delle regole di buon giornalismo e quelli devono essere sempre separati da quelle che per esempio è la Public relations o pubblicità... in caso mai sei una che se ne fregha della sua reputazione come autore di un lavoro d'arte o intelletuale e si vuol solo vendere.
    Spero di aver'mi espresso chiaro... e scusate i errori ;)
    Cari saluti, boris

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  4. Noto con piacere che, in Italia come anche all'estero, ci sono persone che si discostano da commenti come il primo.
    Io, dal mio canto, ho già detto tutto quindi evito di reiterare. lascio a voi lettori continuare il dibattito.

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  5. Il punto è che di autori di libri in Italia come ovunque c'è nè una quintalata, è folle pensare che tutti leggano tutti i libri, ci sarebbero ore su ore di lavoro sprecate per trovare le poche perle in mezzo ad un mare di fuffa, e queste ore di lavoro non gliele pagherebbe nessuno.

    Anche se l'hanno chiesto in maniera anche troppo sbrigativa, questo è il modo di lavorare di editori e giornali, e se ci si vuole sguazzare o ci si adegua o meglio non scrivere libri, a sto punto (è così ovunque, non solo in Italia, c'è semplicemente troppa gente che crede di sapere scrivere buoni libri).

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  6. Rettifico, io non dico che quello che hai fatto non è giusto, solo credevo che già tutti sapessero come funziona il mondo del giornalismo, e che o ci si adegua e ce se ne tira fuori. Lo stesso vale anche nell'ambito discografico, con sempre più artisti che si promuovono in maniera indipendente.

    Ovvio che la massa continuerà a seguirli, su quello poco ci si può fare.

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  7. Se gli ultimi 2 commenti sono della stessa persona che ha lasciato il primo (visto che comunque manca un nome), da una parte dico che a fronte delle delucidazioni capisco ora un po' di più il tuo punto di vista, che è basato sul come le cose stanno e come di conseguenza conviene agire. Il mio punto, invece, si basa sul come le cose DOVREBBERO stare e come ognuna delle parti DOVREBBE agire.

    Se vogliamo migliorare le cose non possiamo prescindere da un cambio di mentalità, io credo. E dal canto mio avrei preferito un più onesto "Mattia, grazie per averci scritto ma siamo subissati di lavoro e non abbiamo tempo di leggere il libro di un emergente" oppure anche il silenzio totale, anziché roba da incuicioni. Perchè io sarò anche il milionesimo emergente, ma questa gente trae comunque una serie di vantaggi diretti ed indiretti (anche se magari piccoli) ad avere un articolo in più per il proprio quotidiano. Non dimentichiamoci inoltre che io ho fornito un presskit oltre che una chiara e-mail introduttiva...non gli ho certo scaraventato addosso il libro a scatola chiusa.

    In quanto alla musica, invece, visto che ci sono dentro in pieno posso dire di aver quasi sempre ricevuto un trattamento migliore anche da diverse realtà di punta a livello mediatico. Tanto per dare un esempio, il canale TV di cui parlo nel libro è All Music (che ora praticamente è Deejay TV).

    Il mio parere sull'intera vicenda non cambia. E se hai letto BLO sai che la mia è la voce di un insider (ho lavorato qualche anno come giornalista e in radio, quindi so come vanno gestite le cose e quali sono i paraventi che le persone improfessionali adottano...come in questo caso)

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