venerdì 25 novembre 2011

SENTIRSI UN VECCHIO

Accidenti, mi sento un vecchio. Per la precisione, un vecchio saggio.
Rivelatore è stato questo servizio delle Iene, dove sono venute a galla alcune cose che già i lettori del mio romanzo e di questo blog hanno avuto occasione di sentirmi dire.

Dove sta la novità, quindi?
Lo spiego, non sto certo scrivendo solo per incensarmi: la novità è che le mie critiche all'imprenditoria italiana sono in questo servizio di Enrico Lucci mosse proprio da alcuni imprenditori nostrani.
Soprattutto un'osservazione mi ha fatto quasi scendere le lacrime davanti allo schermo: uno degli errori principali dell'industria italiana (nord in primis, aggiungo io) è stato pensare troppo a produrre e poco ad investire in ricerca e innovazione. Sentito dire da un industriale settantenne affermato anziché da un giovane laureato come il sottoscritto fa di sicuro tutt'altro effetto, anche quando evidentemente la realtà è una sola.

Nel servizio troverete ulteriori spunti di riflessione: imprenditori che usano in maniera parassitaria la cassa integrazione, prestanome cinesi dietro a cui si nascondono aguzzini italiani, evasione fiscale killer ed altro ancora. Parallelamente, lodevole è la nobiltà d'animo e d'intenti degli imprenditori intervistati, i quali dimostrano una coscienziosità che si capisce non sia menzogna quando viene mostrato cosa essi hanno perso sul piano professionale o personale per condurre la propria impresa con una determinata etica. Esatto, perchè pur non essendo samaritani -come è giusto che sia nel business- non tutti badano solo al solo proprio tornaconto, aspetto che non smetterò mai di sottolineare. Purtroppo, però, imprenditori del genere sono una minoranza.

Colombe e sparvieri: questo è ciò che c'è nel nostro panorama. Coi secondi andremo alla rovina, ma non bastano le ali delle prime per riportare in volo l'Italia. Servono interventi dall'alto, controlli efficaci e, alla base, un cambio di mentalità generale da cui nessuno di noi può prescindere. E si sa che è molto più faticoso creare che distruggere, ma guardiamoci in faccia: abbiamo alternative?
   

Nessun commento:

Posta un commento