giovedì 19 gennaio 2012

I PELATI SONO ESSERI INFERIORI

Come ricorderete, nel corso del mio romanzo gratuito ho affrontato l'argomento "discriminazione inversa", cioè quel tipo di discriminazione che esiste ma è più difficile da individuare poiché non segue la direzione che normalmente la gente si aspetta. Esemplifico: sono esempi di discriminazione inversa gli episodi di razzismo di un nero verso un bianco, oppure di sessismo quando un uomo viene penalizzato a favore di una donna.
Oggi, tramite una vicenda vissuta in prima persona poche ore fa, voglio portarvi un altro esempio.

Ero alla cassa di una nota catena di supermercati quando la cassiera e la persona dopo di me sono entrate nel seguente dialogo, mentre i miei acquisti venivano battuti. Uno scambio d'opinione coinvolgente al punto che la suddetta cassiera s'è persino bloccata per un buon 40 secondi d'orologio a metà dello scorrimento dei miei prodotti.
CASSIERA: "Oh, ma hai visto chi è passato?"
PERSONA DOPO DI ME: "Sì, sì. Ho notato soprattutto la pettinatura"
C: "Bel ragazzo, comunque"
PDDM: "Eh, la chioma fa il suo effetto. Il resto non è che sia chissà cosa..."
C: "Eggià, c'hai ragione anche te...ormai dov'è che se ne trovano così? Qui a 24-25 anni sono tutti stempiati!".

Fermiamo tutto per un secondo precisamente qui, al pari della cassiera con la mia spesa lasciata immobile sul rullo. Poi arriviamo alla parte saliente del dialogo. Prima vi devo spiegare una cosa su di me: fra pochissimo compirò 28 anni e non so se la mia attuale stempiatura permetterà ai miei capelli di mangiare il prossimo panettone. C'intendiamo?
Sono felice di parlarne una volta per tutte, in modo che anche amici ed amiche smettano di guardarmi la testa di sottecchi con quell'espressione furtivamente compassionevole che io, comunque, sgamo ogni volta. Diciamo che oggi non me ne frega quasi più niente, sia perché mi sono rassegnato ad una questione che è genetica e quindi non offre via di scampo, sia perché sono cresciuto io come persona e sono ben consapevole che come uomo dispongo di valori da offrire alla società/a una donna/agli amici/all'ecosistema intero ben maggiori rispetto a quelli che una sola e semplice chioma perfetta potrebbe permettermi di profondere.
Anni addietro, però, passai un periodo di intenso disagio a causa dell'accentuarsi della mia alopecia, che dai 23 ai 26 anni ha avuto la sua fase più acuta. Le cose andarono così:
  • dapprima pensai che rasarmi a zero potesse aiutare, ma non avendo una calotta cranica armoniosa tipo Bruce Willis, finii sentendomi peggio di prima; 
  • vivendo con una certa frequenza (non scherzo) notti irrequiete con risvegli agitati nel sudore freddo a causa di tutto ciò, decisi di rivolgermi ad uno di quei centri di tricologia che promettevano ricrescite da miracolo. Grande errore, e mi considero fortunato ad essermi fatto fregare solo 1500 Euro: il "percorso" che mi proponevano era articolato su 3 fasi (trattamento base, trattamento laser e "ultimo stadio") e ogni prossima fase mi veniva presentata come quella che avrebbe risolto davvero il mio problema. Siccome al check-up iniziale si prodigarono a dirmi che avrei visto un miglioramento sensibile anche dalla dozzina sedute di trattamento base e io invece non vidi nulla oltre i capelli un po' meno grassi del solito, evitai di sobbarcarmi le spese per la fase del trattamento laser, che con una serie di pressioni psicologiche e sotterfugi da raggiro i "tricologi" di quel centro milanese cercarono comunque di forzarmi a sottoscrivere. Smisi di essere loro cliente, chiaramente;
  • approfondii invece in Rete su una delle due procedure "ultimo stadio": disinteressato sin da subito in merito a parrucchini et similia (chiamati oggi "i sistemi" nel tentativo di dar loro nobiltà), mi documentai invece molto sul trapianto, detto anche l'autotrapianto. In Internet se ne leggono di ogni, e sapendo come funziona il marketing del nuovo millennio ho fatto anche in fretta a capire quanto i vari centri di chirurgia estetica sguinzaglino i loro squaletti fra forum e sitarelli vari per farne propaganda fraudolenta. Io vidi coi miei occhi ad un check in aeroportuale quanto anche il trapianto sia fallimentare: un ragazzo di fronte a me aveva una visibilissima cicatrice dietro la nuca (quella che deriva dall'operazione con "metodo strip", che ogni maledetto personaggio mi aveva spacciato come "invisibile ad occhio nudo" e sembra invece la coseguenza di un brutto incidente) e comunque un numero sparuto di capelli in testa. Per chi invece vuole un esempio da guardare sulla TV nazionale, consiglio di seguire i programmi dove presenzia il caro Alfonso Signorini, che è ancora calvo ma con una bella cicatrice dietro la testa, visibilissima già con le inquadrature di profilo. Il perchè del fallimento è molto semplice: con un trapianto si prelevano circa 2mila capelli dalla zona della nuca e li si risemina laddove c'è bisogno, ma se già è logico che 2mila bulbi non possano fare il lavoro che normalmente fanno 15-20mila, c'è anche da considerare che parecchi di essi non attecchiscono per cause puramente fisiologiche. Fate voi i conti.
Riprendiamo col supermercato. Volevo quasi ringraziare ironicamente per la bontà espressa, ma ho optato per non inserirmi in conversazioni altrui. Nel mentre:
CASSIERA: "Ma è tua questa roba?"
PERSONA DOPO DI ME: "No"
IO: "Guardi che è mia. Vede che il separatore è dopo?"
C: "Hmm" e riprendendo a conversare con la persona in coda: "Oh, comunque io non lo so, davvero adesso tutti quelli che vedi in giro qui son già messi male coi capelli fin da giovani, mamma mia che roba...", faccia schifata annessa come ciliegina sulla torta.

Nella mia testa è sfiammato di tutto, dall'opzione insulto a quella della superpredica da Moralizzatore, passando per l'idea di far chiamare il direttore e piantare un casino. Di fatto, però, me ne sono mestamente andato, senza salutare.
Il mio punto è il seguente: se anziché una cassiera ci fosse stato un cassiere che avesse canzonato tipologie femminili come le finte bionde, le taglia 48, le siliconate o che altro, chiunque avrebbe gridato allo scandalo e dato dello zoticone maschilista a tal personaggio. E notiamo: tutte le caratteristiche menzionate sono tali per scelta dalla persona, mentre la calvizie, essendo genetica, va al di là della volontà o della capicità di autocontrollo dell'individuo. Non si diventa "teste di ginocchio" per scelta, tantomeno abbuffandosi di snack al cioccolato o spruzzandosi d'eroina. Succede e basta, quindi additare quello è un po' come criticare il colore della pelle o la provenienza. E io è così che mi sono sentito: come un afroamericano canzonato da due bianchi negli anni '50, o come un meridionale canzonato da due leghisti; come un cestista bianco sfottuto da due neri al giorno d'oggi, o come quella volta che a Napoli una commessa del centro mi disse infastidita "Io co' chilli 'e Mmilan' 'un c' parl'!".

Io non dico che non ci sia libertà di gusti, ci mancherebbe. Voi donne non siete costrette a scegliervi un calvo per forza di cose come compagno, io parimenti non sono costretto a scegliere una taglia forte come mia dolce metà. E cretino non sono, so che certi canoni rispecchiano la bellezza più di altri nella nostra società. I miei gusti ce li ho anch'io, ed è un diritto.
Il problema sorge quando -specie in un luogo di lavoro- la gente esplicita in maniera innecessaria i propri gusti a discapito di persone particolarmente sensibili a dati argomenti.

Per fortuna non è mai stato il mio caso, ma documentatevi su cosa sia un disturbo chiamato dismorfofobia e quanto metta in difficoltà diverse persone anche per delle inezie, poi ne riparliamo.
Italia, 2012: quanta strada ancora da fare per diventare una civiltà.

6 commenti:

  1. Complimenti, bellissimo articolo che condivido in pieno. Ogni tanto si leggono cose di persone davvero "avanti" rispetto al mondo primitivo in cui viviamo quotidianamente, e ci sentiamo meno soli, anche di fronte alle discriminazioni cosiddette "inverse", in particolare a quelle contro gli uomini da parte di donne (o di altri uomini), cosa di cui ormai ogni ambiente è saturo. Grazie, ciao!

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  2. Grazie mille per avere letto e commentato, mi fa molto piacere. Se ti va, in alto alla pagina trovi maniera di scaricare il mio romanzo gratuito e li dentro, alla voce discriminazioni inverse, ci sono ulteriori esempi relativi al mio vissuto in ambienti di lavoro.
    Buona lettura!

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  3. Mmhhh....sono perplesso.....guarda, parlando da testa di ginocchio a futura testa di ginocchio....non mi pare che si possa parlare di discriminazione in questo caso. Ho imparato che i segni che gli anni lasciano sul mio corpo non nuociono al mio "appeal". Non mi sento discriminato in quanto calvo. La calvizie non è come una mutilazione o l'obesità o una malformazione. Molti uomini sono calvi ma...non so come dire...non c'entra...non è un segno caratteristico. E' normale, è come avere 1 naso e 2 occhi. Io approfittando del gancio offertomi ci avrei provato con la cassiera :)
    Saluti.
    Filippo

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  4. Ciao Filippo, grazie per il commento.
    Sono felice per te se tu la vivi in maniera cosi positiva, dato che certamente non è cosa facile: ti basti sapere che dopo questo mio post mi hanno scritto privatamente diverse persone che mi hanno raccontato quanto male vivono questa esperienza. C'è gente che per un certo periodo non è piu' uscita di casa eccetera. Sicuramente non è un cambio facile, poi sta alla sensibilità personale di ognuno e anche alle diverse caratteristiche fisiche (non solo di armoniosità della calotta cranica).

    E in quanto alla cassiera, guarda, forse nemmeno Dario Argento ci avrebbe provato ;-)

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  5. Leggo solo ora il tuo pezzo... come ti capisco. Io ho accettato la cosa poco dopo i 20 (quindi quasi 20 anni fa ormai), e sono stato malissimo solo per un periodo. Ma accettandosi o meno non c'è alcun dubbio che la calvizie è una caratteristica che porta ad essere scartati a priori da molte persone di sesso femminile, non ci sono dubbi.

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  6. Ciao Mattia, questo post è molto acuto: roba così si legge difficilmente in giro.

    http://www.cittademocratica.org/?p=2358 questo è il link di un mio articolo, intitolato "Dalla parte dei (considerati) brutti", che in parte potrebbe ricollegarsi al tuo discorso. Magari ti interessa; nel caso, fammi sapere cosa ne pensi.
    Piacere di averti letto :)

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