venerdì 24 febbraio 2012

PANE E FANTASCIENZA

Ci sono giorni in cui mi pare che il mondo che mi circonda mi stia prepotentemente spingendo a scrivere il seguito di Brillante laureato offresi. Già, ma a suon di provocazioni.
Se quindi davvero sul mio computer verrà aperto un file dove stendere un nuovo romanzo, vi anticipo che uno dei cardini di esso sarà la rottamazione di una delle maggiori leggende metropolitane contemporanee. 

Che patria d'uccellabili menti che siamo, non di rado mi dico. Alternativi inclusi.
Un popolo caratterizzato da due principali correnti di pensiero, che non necessariamente rispecchiano la nazione intera ma che senza dubbio sono preponderanti: i lobotomizzati dalla TV e i cosiddetti "radical-chic".
Se sui primi non c'è bisogno di commentare, i secondi sono invece interessanti da osservare perché vivono di propri schemi mentali e si cibano di prodotti culturali o pseudo-tali creati su misura per accontentare il loro gusto. Quel che bisogna fare è compiacerli, saziarli con quel che sperano possa saziarli, non necessariamente con la verità. Mi riferisco per esempio a roba di questo genere, griffata Panorama.

L'apertura è bastata a mandarmi il fumo negli occhi:
"Sono arrivata in Germania con mille euro in tasca e ho trovato lavoro in due settimane, senza sapere una parola di tedesco". Parola di Giulia.
L'articolo di Elisabetta Burba prosegue poi in maniera certamente apprezzabile. Chi ha letto il mio romanzo fino alla fine potrà facilmente intuire perché io possa essere un buon giudice in merito.
Vediamo comunque di chiarire una cosa: io trovo di abbondante fraudolenza articoli che tentano di porre casi eccezionali come fossero la norma. Mi pare di leggere di quelle vecchie leggende fiorite dopo la grande migrazione verso le Americhe: galline alte come uomini, fiumi d'oro e compagnia bella. Avete presente?
Come ora ridiamo di quello, fra qualche tempo rideremo (spero) anche di boutade come quella che vi ho riportato. E per carità, la deliziosa Giulia potrà anche aver avuto un incredibile talento, gli astri dalla sua o una pura e semplice botta di culo. Posso benissimo credere che la sua storia sia vera, ma sono inamovibile sull'accettare che casi del genere vengano spacciati per la quotidianità. E specialmente in Germania, provate a sbarcare voi (non da turisti, s'intende) senza sapere parlare decentemente il tedesco, poi mi verrete a dire cosa succede peregrinando alla ricerca di lavoro.

Intanto, comunque, sparate del genere vengono fatte rimbalzare sui social network e io in bacheca mi ritrovo piccole orde di giovani fantasticatori che credono di avere i mezzi per certificare che corrispondano alla verità assoluta. Io vi anticipo questa cosa: è vero che nel Paese di Angela Merkel si sta meglio che in Italia, a 360 gradi, per tutta una serie di plus del sistema tedesco quanto anche di fattori storici tutt'altro che remoti. Ma anche in Germania sanno che, oltre una certa soglia, poi vi è solo fantasia. La chiamano "Schlaraffenland".
Amici di Panorama e pure Giulia: per favore, ribilanciatevi.

2 commenti:

  1. Sucsa ma secondo me hai preso una cannata!
    Dovresti conoscere bene come vengono confezionati gli articoli (ma sopratutto i titoli...) nelle testate giornalistiche.
    Basta andare a vedere nel blog di Giulia Depentor per accertarsi di come stanno le cose e delle sue repliche alle critiche (spesso del tutto gratuite) alla pubblicazione di quell'articolo su Panorama.

    PS
    Immagine del tuo articolo un po' "bruta" ma cetntrata per rendere l'idea!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, grazie per la segnalazione. Essendo un virgolettato, mi aspettavo fosse la giusta citazione delle parole.
      La mia opinione va in base all'articolo, se poi le cose stanno diversamente o sono state esposte in altra maniera su altri media non posso purtroppo saperlo. Ad ogni modo, qualora lo volesse, Giulia sarebbe la benvenuta a dire la sua qui sul mio portale. Sarebbe molto interessante.

      Elimina