venerdì 17 febbraio 2012

PECORINA AL MINISTERO

E tutti se la ridono. In cima alle sghignazzate una bella spruzzata di goliardia italica e finisce tutto a tarallucci e vino, come al solito.
Purtroppo, però, quanto accaduto fotografa lo stato del Belpaese come meglio non si potrebbe. Risolino ebete incluso, imbarazzo mascherato idem. Ah, e non dimentichiamoci la leggenda metropolitana per eccellenza: "Oramai l'inglese lo sanno tutti", come mi diceva con spocchia la Sig.ra Ronchi nel capitolo 21 di Brillante laureato offresi.

Cara Ronchi, purtroppo sbagliavi. E come te larga parte dell'Italia.
Peccato che però non stiamo parlando della pescheria sotto casa o del tabaccaio all'angolo, ai quali poco potrebbe tangere: qui si parla dell'industria nostrana e soprattutto, con oggi, dell'università e del relativo ministero. Se non lo sapete, grazie all'utilizzo di un traduttore automatico, l'Università di Firenze (facoltà di Scienze Agrarie) ha pubblicato sul sito del ministero un bando di ricerca dove nel titolo "Dalla pecora al pecorino: tracciabilità e rintracciabilità di ricerca nel settore lattiero caseario toscano"  la parola "pecorino" è stata tradotta con "doggy style"...che però vuol dire "pecorinA".
Il tutto e finito poi d'ufficio anche sul portale della commissione europea. Fate voi.
Materiale per il libro delle barzellette del secolo, nonché per i manuali di materie di studio quali la traduzione e la comunicazione.

Sarò bacchettone, ma una volta smaltito il sorriso iniziale c'è poco da ridere se:
  • anche un'università, puntando a progetti internazionali, snobba l'importanza di avere traduzioni ben fatte;
  • chi occupa certe scrivanie non s'è ancora reso conto che i traduttori automatici fanno pena;
  • non ci si accorge che andare al risparmio ogni volta procura non di rado grossi danni in seguito. 
Su questo ultimo punto, anche i danni d'immagine sono un qualcosa che va a riflettersi sul versante economico (quanto successo è comunque un'altra tegola sulla cattiva nomea di noi italiani all'estero in termini di professionalità), nonostante ciò avvenga in un secondo momento. Ci sono però tutta una serie di danni che non necessitano di un secondo momento per palesarsi, bensì solo del primo. Nel settore dell'industria, voi non immaginate quanti episodi io ho visto in cui la scarsa competenza linguistica ha causato perdite o impedito guadagni: merci bloccate in dogane lontane senza nessuno capace d'intendere davvero la situazione, tensione o persino litigi coi clienti per problemi d'incomprensione e via dicendo. Il tutto per cosa? Per non pagare il costo del servizio oppure uno stipendio decente ad una persona come me. Complimenti per la maestria tattica e la lungimiranza.

Così continuiamo a macinare figure di merda internazionali, a perdere soldi, a pregiudicarci introiti. In più ci facciamo montare pure il mal di stomaco.
Povera italietta, la terra in cui i più hanno bisogno di un medico, ma nel momento della scelta optano per il risparmio ed entrano dal macellaio.

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