mercoledì 4 aprile 2012

TROVIAMO L'INGANNO?

E' un classico intramontabile: "Fatta la legge, trovato l'inganno".
Ora che in ballo c'è l'articolo 18 e quindi le modalità di licenziamento dei lavoratori dipendenti, mi piacerebbe intavolare con voi un discorso che vada oltre il burocratese e si concentri su quello con cui ci troviamo ad avere a che fare "noi al piano terra": la quotidianità concreta.

Stamattina ho fatto colazione leggendo svariati articoli, fra cui i due più esaurienti ritengo siano quelli del Sole 24 Ore: ecco il primo ed ecco il secondo, ancora più importante.
Fatta mente locale su tutte queste parole, mi sono rimasti due pensieri: a) certi passaggi rimangono opachi per chi non è un giuslavorista, ma credo sia fisiologico; b) suona pero' globalmente bene come cosa.
Il punto chiave è proprio quest'ultimo: bello sulla carta, ma poi come si svolgeranno realmente le cose? Quali inganni verranno trovati, fatta la legge?
[Aggiornamento del 5/4/2012: consiglio di visionare anche questo articolo del Corriere e i 3 link che include]

Io ho sempre avuto un'opinione: in Italia abbiamo parecchie buone leggi, ma che poi vengono applicate male.
E' nel salto fra la parola scritta e l'azione compiuta che sta il tutto. E se parliamo di ambiente di lavoro, sappiamo tutti che consuetudini e norme non scritte sono la prassi delle dinamiche. Appellarsi a regolamenti, leggi e diritti è in diversi casi un'ultima spiaggia piena di insidie nascoste, per evitare le quali preferiamo stare sugli scogli, scomodi ma visibili, quindi paradossalmente meglio gestibili.

Inoltre, coi tempi che corrono, mi viene da pensare che tutte queste fanfare servano in misura ben più limitata di quanto si pensi: tutelano eventualmente chi un posto fisso ce l'ha già o i pochi che se lo conquistano. Ma -tanto per cominciare, penso io- la marea di giovani consulenti in partita IVA, schiavi mascherati da "imprenditori di sé stessi", chi e cosa la tutela? Se i contratti di lavoro diventano scomodi per gli imprenditori, un numero di persone ancora maggiore finirà a doversi presentare sotto le mentite spoglie del consulente libero professionista. E allora, tanta baruffa per nulla.

Ulteriori riflessioni su quali possano essere gli sviluppi concreti della nuova legge, con vantaggi e svantaggi, mi piacerebbe foste voi ad evidenziarli. Offro il mio blog come tavola rotonda per discutere di quel che altrove non si dice, di quel che il burocratese non spiega.
Siete i benvenuti.

5 commenti:

  1. Se vogliamo uscire dalla recensione di comodo
    ( creata arte da i parassiti che per avidità l'anno innescata)

    l'unico sistema è che i pochi politici onesti rimasti
    per riscattarsi si ribellino e sciolgano il patto mafioso che esiste da più di 50 anni
    in politica ha favore delle lobby
    e come ne gli anni 50 si torni ha finanziare le piccole e medie imprese
    per dare vita ad un nuovo boom economico .
    alla faccia di chi vuole abolire ART18. VITTORIO

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  2. hai perfettamente ragione. sono le piccole realtà che rimangono fuori dalla criminalità.

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  3. Il principale problema è la difficoltà a dimostrare che il licenziamento è davvero avvenuto per motivi economici e non per pura e semplice discriminazione, come spiega molto bene un'esponente della CGIL, Maria Gigliola Toniollo (link: Articolo 18: a bassa voce).

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  4. Tutto quello che stanno scrivendo i giornali e dicendo i politici è solo fumo negli occhi della gente. Il vero problema non è l'art. 18, il problema è il differenziale che esiste tra quanto percepisce un dipendente e il costo sostenuto dal datore di lavoro. Inoltre chi decide di assumere si inoltra in un sottobosco di burocrazia e costi ad essa connessi mostruoso.
    Corsi per la sicurezza sul lavoro, documenti per la valutazione dei rischi, costi per i consulenti del lavoro, ecc...
    La sicurezza sui luoghi di lavoro è sacrosanta ma come viene declinata in Italia è pazzesco. Tonnellate di carta senza costrutto.
    In Italia non si assume non tanto perchè non si può licenziare ma perchè le aziende, soprattutto quelle piccole, non possono permettersi il costo e la burocrazia che stanno dietro l'assunzione di una persona.

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    1. Il tuo discorso è sicuramente fondato e comprensibile da un lato, ma mi rimane una domanda: come la mettiamo allora con l'abuso degli stage e dei contratti a progetto eccetera?
      Soprattutto quando parliamo di grandi aziende, intendo. Ho amici che lavorano per multinazionali o colossi italiani e stanno peggio loro che quelli che sono nelle PMI

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