venerdì 22 giugno 2012

MATURITALIA

Più passano gli anni, più mi pongo una certa domanda.
Perché più passano gli anni, più un certo divario si amplifica. Ma per due settimane all'anno, per i media è come se nulla fosse.

Il divario è quello fra valore intrinseco e valore impiegatizio dei titoli di studio. Spiegando per gradi il processo logico che mi conduce al quesito che m'attanaglia:
  • in un turbine di crisi economica, "squalismo" imprenditoriale e generale carenza selettiva...
  • s'è finiti a laurearsi per poi andare a far lavoracci, quindi
  • se una laurea conta poco-nulla, meno ancora finiscono a contare i titoli ad essa inferiori, perciò
  • c'è un genio che mi può spiegare per quale ragione ogni anno dobbiamo subirci 2 settimane di tritata di palle mediatica sugli esami di maturità?
"Partiti gli esami", "La maturità nel 2012", "Le tracce d'esame in anteprima", "La terza prova e l'orale", "Interviste agli studenti in diretta fuori dal liceo, via al collegamento". E dai che si riempiono giornali, telegiornali e compagnia bella, per una quindicina di giorni che sono pressoché la replica della tornata precedente.

A me non è rimasto che pensare che sia ormai mero folklore, tipo Carnevale di Rio o corsa dei tori a Pamplona.
Voi ci vedete dell'altro?

2 commenti:

  1. Francamente, neanche io ne vedo l'utilità.
    Ma vedere in tv qualcuno che partecipa alla mia condizione di maturanda mi rincuora.

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    1. Certo, comprendo benissimo che voi maturandi vediate con piacere la cosa, dato che ne siete i protagonisti. Una volta presa però la laurea e assaggiato il mercato del lavoro (che mi auguro per voi migliori da qui a quando vi laureerete), vi guarderete indietro con occhi diversi, soprattutto perché a meno di cambi di rotta epocali il diploma finirà col valere sempre meno

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