martedì 26 giugno 2012

NON AMMESSO

Nelle prime pagine della mia storia diventata romanzo non ho esitato a raccontarvi dell'iniziale esclusione dal corso di laurea a causa dei termini della graduatoria.
Sono poi stato ripescato in extremis a settembre, dopo un'estate di tensione. Tre anni dopo mi sono laureato con un voto di fascia alta. Che conclusioni ne traiamo?

Personalmente parlando, io che fui vittima di una graduatoria da 900 posti basata sul voto di maturità (escluso per un punto in base alla presenza di "candidati migliori"), dico che peggior criterio non vi sarebbe potuto essere. Avrei accettato di buon grado un test d'ammissione o sarei stato senza problemi al gioco del "chi prima s'iscrive", invece finii col vedermi passar davanti gente proveniente da percorsi di studio dei più disparati. Il mio discreto 77 da maturità linguistica venne sorpassato nella lotta per un posto a Mediazione Linguistica da diplomi dal 78 in su di qualsiasi provenienza, licei artistici come istituti per geometri, scuole alberghiere come diplomifici da "2 anni in 1" e via dicendo.
E, per favore, adesso non rompetemi i coglioni. Vi giro il discorso in modo che la vena polemica vi si smorzi subito: avessi io voluto mettermi in graduatoria per l'Accademia delle Belle Arti, avrei trovato giusto che davanti a me passassero quelli con un background di studi da liceo artistico. Ci capiamo? Si chiama "congruenza del percorso di studi".

Di una tale integrazione al criterio scelto non ci fu ombra nella mia università. Finimmo che grazie al cielo io un posto lo trovai ai ripescaggi, ma durante il primo anno vidi scomparire derrate di matricole inizialmente al mio fianco e, comunque, per l'intero triennio vidi molte persone arrancare ad esami di lingua a cui io mi presentavo fischiettando. Una vicenda che fa riflettere, che dite?

Investigando durante il corso degli studi ed oltre, mi è stato detto che:
  • "Per organizzare i test ci vogliono tempo e personale. Quindi fondi che spesso mancano".
  • "In assenza di test, laddove c'è il numero chiuso un criterio oggettivo va comunque scelto". (Grazie, ma il voto di maturità oggettivo e universale lo è solo formalmente, non certo in pratica).
Tutto questo per commentare una notizia letta su La Repubblica, (ecco anche l'aggiornamento del 27 giugno, ndr) che parla di reclami su un sistema di test d'ammissione incriccato in relazione ai risultati nazionali generali.
Bene, al miglioramento non c'è limite ed è sacrosanto far notare se un sistema è fallace. Non dimentichiamoci comunque che un gradino più sotto ci sono facoltà a numero chiuso che, senza test e con criteri discutibili, rischiano di mozzare le gambe a giovani meritevoli.
Se non vogliamo lamentarci in eterno, che ci si metta tutti al lavoro per segnalare e migliorare quel che non va. Il mio blog resta a vostra disposizione.

2 commenti:

  1. Hai proprio ragione! Ricordo al liceo l'odio verso quelli che facevano lo stesso indirizzo ma alla scuola privata, che prendevano voti molto più alti studiando decisamente meno di noi del pubblico.. sono sicura che tra questi ce ne sono non pochi che sono passati davanti ad altri nelle graduatorie per l'università e poi hanno abbandonato perchè non avevano metodo di studio!

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    1. Il discorso è molto ampio se vogliamo scendere nei dettagli, ma dobbiamo fare attenzione a non generalizzare oltremodo.
      Ti racconto la mia esperienza: quando ho deciso che avrei voluto fare un liceo linguistico, ho contemporaneamente scoperto che di pubblici nella mia zona (raggio di 25km almeno) non ce n'erano e quindi l'unica soluzione era iscriversi ad uno privato. Con qualche sacrificio in casa è stato possibile.
      Per il mio caso specifico posso dire che a posteriori non ho dubbi sul fatto che (tranne una specifica materia) la preparazione didattica fornitami sia stata valida: ti basti pensare che soprattutto con le lingue si può dire che all'università io abbia vissuto di rendita almeno per il primo anno. Senza scendere in ulteriori dettagli, ti garantisco comunque che mi sono sudato tutto nel corso dei 5 anni. Di "cocchi dei prof" avvantaggiati a fine anno o alla maturità ce ne sono ovunque, scuola privata o pubblica. E'0 importantissimo non confondere tutte le scuole private coi diplomifici da "2 anni in 1": quelli si che son privati e spesso scadenti.

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