venerdì 1 giugno 2012

ORA DI RIENTRARE(?)

Italia: rientrare o non rientrare?
Questo è il problema, già, il dilemma che tedia tanti giovani come me attualmente all'estero per sbarcare il lunario.

Ho trovato interessante l'osservazione fatta da Marco Travaglio, che scrivendo su Il Fatto Quotidiano ha detto che se per quanto riguarda il lavoro ancora tira un'aria negativa, siamo invece in un buon momento per coloro che volessero cimentarsi con la politica. Penso anch'io che siamo in un momento di profondo cambiamento dello scenario italiano, soprattutto perché l'esigenza di voltare pagina è ormai scesa nelle viscere di un popolo che ama scegliere "di pancia".

Che Travaglio punti il riflettore sul Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è una questione che comunque reputo accessoria: da una parte è vero che la fiducia nei grandi partiti delle ultime decadi è ormai sottoterra e il M5S rappresenta l'alternativa più in vista; dall'altra, pero', i miei occhi da 28enne né giovane né vecchio hanno già visto diversi "catalizzatori del malcontento" farsi largo fra la massa nel corso degli anni. Un esempio? La Lega. E basta vedere com'è finita la loro parabola per trarne una lezione di scetticismo, se non addirittura di vita.

Questo non per fare sillogismi che screditino Grillo & Co, soggetto politico interessante per dinamismo e per cui solo il tempo emetterà equa sentenza, ma per fare un appello affinché si evitino exploit di sentimentalismo politico connessi a partiti visti come messianici. E' all'etica e ai fatti concreti che ci dobbiamo appassionare, non ai volti e alle parole che rimbalzano sui media. Altrimenti cadiamo nel solito errore, del quale pagheremo il prezzo fra vent'anni ancora.

Soprattutto a livello locale, credo che la voglia di fare della buona politica non abbia l'obbligo di andare a braccetto con l'affiliarsi a grandi partiti, coalizioni o movimenti. Quindi, come la musica migliore è spesso quella prodotta da piccole etichette o da artisti indipendenti, credo sia possibile seguire una tale via per la politica.
Ed è vero, forse questo è il momento giusto per della nuova linfa nella pubblica cosa. Basta che pero' essa non segua le solite prassi di fotosintesi.


2 commenti:

  1. Un pensiero frulla nella mia testa
    lo so che è un pensiero utopico che và aldilà di ogni immaginazione
    vi chiederete quale
    semplice cambiare il modo ormai obsoleto di fare politica
    fatto solo di tante chiacchiere e pochi fatti molti si domanderanno come.

    Annullare L’ Elezioni Politiche ( servono solo ai Servi delle Lobby )
    Cosi facendo risparmieremo un sacco di soldi
    e finalmente snelliremo i fabbisogni
    elencati come priorità In campagna elettorale
    da i partiti
    e accantonati per fare gli interessi delle lobby.

    Vi chiederete chi siederà in Parlamento alla Camera e al Senato .?

    Governatori Regionali e Sindaci di città Capoluogo
    Colmeranno il vuoto lasciato dà i mangiapane servi delle lobby

    Nominando ognuno un rappresentante
    I primi al Senato i secondi al parlamento.

    Per discutere i programmi divulgati in campagna elettorale
    dando priorità alle urgenze .

    Come recita un vecchio detto troppi Cuochi guastano la cucina
    Ed è quello che è avvenuto in questi 64 anni di Repubblica . VITTORIO

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    1. Ciao Vittorio,

      Per utilizzare una metafora, io credo che a volte stiamo troppo ad arrovellarci sulla forma del bicchiere quando pero' è il quanto contenuto in esso a non andar bene. La cicuta in un flute di cristallo non sarà mai bevibile, mentre l'acqua pura va bene anche in un boccale di legno.
      Questo per dire che, a parere mio, il problema italiano è prima di tutto legato alla mentalità. Bisogna cambiare quella e ripartire dal basso, per aggiustare quel che non va palmo a palmo

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