venerdì 20 luglio 2012

I MANGIABRICIOLE

Meno si ottiene, più il poco sembra meno poco.
La percezione del "normale" si altera, gli standard retrocedono. Se il convento comincia a passar briciole, dopo un po' un panino sembrerà un evento.

Sulle ali di questo ragionamento mi sono ritrovato nauseato dopo aver letto la storia di Emanuele su Solferino 28 Anni. Se il nostro voleva motivarci a "non mollare mai" narrandoci delle sue trafile, l'effetto boomerang è stato imponente. Basta leggere le (dis)avventure di questo 39enne milanese per avere una fotografia del guazzabuglio italico odierno: tanti incarichi di "consulenza", retribuzioni da fame, reperibilità pressoché perenne. Insomma, siamo alla stregua del caporalato, se non già oltre la soglia della schiavitù.
Tenacia da vendere quella di Emanuele, che riporta notti insonni, studia per rendere al meglio e prende anche un Master. Dopo anni di fatiche arriva un lavoro (che pare sia) degno, all'alba dei 40 anni.

Grintoso e combattivo, lodevole nei dettagli. Va bene.
Guardando il quadro da lontano, però, con lui che dopo vicissitudini da esaurimento dice "non è il sistema italiano a non funzionare bene, certo, è complesso e difficile, ma se ci si impegna, senza tessera di partito e senza alte conoscenze, si riesce ad emergere. Pazienza e competenza. Rimboccarsi le maniche sul serio" si resta scoraggiati più che incoraggiati.
Di persone con questa mentalità ce ne sono diverse e, ai miei occhi, non fanno altro che confermare l'inesorabile retrocedere della nostra società verso un'accettazione di prassi socio-lavorative che generazioni precedenti alla nostra avevano lottato per migliorare. Inoltre, Emanuele mostra i tratti tipici di chi ha pedissequamente adattato il proprio scheletro alla forma del giogo italiano fino a dire che, tutto sommato, si lascia pure indossare. Io ho svariati motivi per pensare che se invece avesse avuto esperienze in altre nazioni, avrebbe un'opinione ben diversa. Ecco un'altra caratteristica di chi in casa nostra ci nasce e ci crepa: quel provincialismo fonte di credo da "alla fine è così che va".

E pur con tutta la bontà e le qualità che possano avere dal lato umano, io scelgo di prendere posizione contro queste flotte di mangiabriciole pedissequi, che oggi -consapevoli o meno- reggono il gioco al banco affondando le guance in una michetta come fosse una portata luculliana, roba da signori.
Qualcuno evidentemente s'è dimenticato che, fino a poco tempo fa, il panino non è mai stato un pasto. Era meno di un contorno: te lo davano col coperto.

2 commenti:

  1. Sono Emanuele, l'autore dell'articolo che ti ha provocato la nausea. Noto con piacere che il mio articolo almeno ha provocato qualcosa, il tuo solo indifferenza certificata dal fatto che il mio e' il primo commento. Tranquillo, il mio e' stato commsentato perche' era sul corriere ma il tuo meritava sicuramente una ribalta maggiore.

    Ti scrivo qui perch'e mi ha stupito il tuo attacco verso non si sa cosa...ti definisci "CONTRO" il mio articolo...ma non stavo cercando favore o pareri contro! Era una testimonianza di fatti successi. Non puoi essere a favore o contro dei fatti successi! In ogni caso mi sono incuriosito dal tuo link al blog (eh, la pubblicita' e' l'anima del commercio...quale miglior occasione per farsi pubblicita' se non sul corriere, stiamo raschiando le briciole da mangiare eh!!)

    Ma veniamo al merito: ti sei permesso di giudicare, di scrivere un pezzo di blog su una persoan di cui no nsai nulla se non un pezzo di vita professionale raccontata di getto. e ciononostante ti ergi a difensore di principi di vita, quasi filosofici. Non ti pare di esagerare? Ormai va di moda dire di fare il viaggio di autoscoperta da 1000 euro, fai date, in posti incontaminati,. Bene , bravo bis...vuoi un premio? A me un viaggio cosi' non piace e allora? Sono o sfigato? Ben venga allora esserlo. Sono solo diverso da te e ne sono contentissimo! Ma almeno io non sono ipocrita e non dico cose per poi stigmatizzarle se le dicono altri. Ti faccio due esempi e ti lascio un indirizzo a cui scriverci: sono curioso di sentire come hai iniziato a lavorare...senza fatica immagino visto che faticare tanto e' da mangiabriciole...ma il tuo lavoro invece era piu' nobile!

    Ti definisci
    " da un lato infaticabile lavoratore nonostante
    i saliscendi dell'epoca attuale, dall'altro giovane artista finora attivo soprattutto in ambito musicale."

    Ma allora anche tu hai fatto le fatiche del lavoro duro? Come mai io rispetto le tue senza giudicarti un mangiabriciole e tu ti permetti di giudicare me, arrivando addirittura a scrivere un blog prendendo me come spunto? Se volevi piu' pubblicita' la tuo blog potevi dirlo subito...magari ti serve per arrotondare un po' sugli "altri" mangiabriciole come me.

    Scrivi "...il precariato si cela dietro la partita IVA, la svolta va agguantata a morsi."

    Perbacco...critichi le mie fatiche ma ti sei scontrato pure tu col precariato e pure tu parli di morsi per agguantare la svolta. Chi la chiama battaglia e guerra, chi, piu' letterato, la chiama "morsi" per agguantare...

    Questi sono solo due punti che balzano all'occhio ma come dicevo...scrivimi a thought72@yahoo.it che son curioso di sapere come hai fatto a "vivere" senza piegarti alle fatiche della societa' del precariato!

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  2. Emanuele, per prima cosa mi pare tu manchi di notare che ti ho comunque definito lodevole negli sforzi fatti. Per il resto, sei tu che nella foga hai tralasciato di documentarti sul mio conto, cosa certamente non difficile dato che questo sito ha anche la sezione "dicono di me" oltre che un ebook gratis che racconta le mie vicende.
    La mia critica nei confronti di quanto da te raccontato e' relativa all'essere stato eccessivamente disposto ad accettare determinate dinamiche. Fossi mio fratello ti direi la stessa cosa, poi sta a te accettarla o meno, dato che non sono il padreterno e a tale non ho intenzione di ergermi. Io qualche porta l'ho sbattuta e la cosa e' stata forse più utile della sola accettazione di quel che il convento era disposto (o sembrava esser disposto) a passarmi.
    Ora a te conservare il livore oppure conoscere la mia storia ed eventualmente farti risentire con qualsiasi tipo di parere, ma circostanziato.
    Ciao

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