mercoledì 25 luglio 2012

MICRO-LAVORI...MACRO-LEGGENDE

"E qualcuno ci riesce a vivere".
Risata. La mia.

Il fenomeno di cui parliamo è quello dei microlavori. In altre parole, il caporalato che recluta braccianti anche nella vostra città, all'angolo di Piazza Internet.
Nei periodi di massimo scoramento ho anch'io vagliato questo tipo di soluzione, tramite portali più o meno famosi. Senza inerpicarci in casi più unici che rari (quelle storie leggendarie, pronipoti del celebre "Cercasi custode per isola tropicale"), sviluppo web e grafica dominano le offerte, ma anche traduzione e sviluppo di contenuti testuali viaggiano di buona lena. Sicuro di poter far bene sugli ultimi due, scandagliate derrate di annunci ecco l'amara scoperta: la fame è una brutta bestia.

In che senso? Nel senso che i lavori non sono sempre tanto micro, ma le retribuzioni decisamente. Ipermicro, se vogliamo coniare un neologismo da crisi. E qui dipende tutto da che parte della barricata state: se volete un servizio, di meglio a livello di prezzi non ci potrebbe essere; se questo servizio dovete fornirlo, invece, la vita si fa dura a meno che non siate soliti nutrirvi di semi di girasole e lombrichi.

Qual è il punto di collasso, poi? Eccoci: la qualità. Quando -per esempio- le vostre traduzioni da Inglese a Italiano o viceversa saranno fatte in Ucraina o nella remota India, capirete cosa intendo. Risulterete ridicoli ai clienti che in realtà vorreste conquistare e -danno nel danno- in tutta probabilità ve ne renderete conto solo al momento della vostra pubblica umiliazione. Se questo per voi è l'equo karma del pagare un prezzo stracciato, allora continuate su questa linea: al fallimento siete evidentemente già destinati, e sulla rotta per l'inevitabile è sicuramente meglio risparmiare.

Se invece siete anche voi gente come me, con qualcosa di buono da offrire e il desiderio di uno sviluppo professionale per lo meno decente, evitate di perdere la testa su queste vie. Sono pochissimi i casi in cui non si raschia letteralmente il fondo, e sono quelli con una coda d'applicanti spropositata. Cercate di non sminuire le vostre competenze, piuttosto, e che la carità la si faccia eventualmente nelle opportune sedi, ad opportuni soggetti.

4 commenti:

  1. Mattia, in un azienda da 350 milioni di euro di fatturato la maggior parte dei dirigenti con cui lavoro per rispondere ai quesiti tecnici dei clienti non riesce nemmeno a scrivere in italiano correttamente. Ti basti pensare che ad un audit p&g non c'era Nessuno tra il dirigente in capo e i 5 manager dell'ufficio personale che sapesse spiccicare parola. È la realtà italiana!! Non tutta ma la maggior parte. Alla fine l'unica cosa che salverà sempre le persone capaci è che gli imbecilli producono imbecillità. Ormai "tengo Famiglia" da cui deriva responsabilità e non me ne posso andare.... Ma se fossi solo e 5 anni più giovane cercherei altro!!! Sono luoghi comuni triti e ritriti quelli del "posto fisso" e "persone giuste" ma in questo paese " tutto cambia perché nulla cambi".

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  2. Sai qual è invece il problema dell'ambiente con cui ho interagito io? E' che gli imbecilli producono un'imbecillità che sta loro bene. E ci sguazzano finché qualcuno che temono o verso cui hanno riverenza li umilia sulla pubblica piazza. Quello eventualmente è il momento del cambio di direzione, ma purtroppo non sempre. Anzi, nella minor parte dei casi. Gli altri tirano avanti a far come prima.

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  3. In italia la cosa non ha ancora preso ma esiste gi un clone di fiverr.com ed è www.micro-lavoro.com potete postare i vostri micro lavori in tagli da 5 10 15 20 e 25 euro.
    oppure potete comprare. funziona con moneybookers e paypal e carta di credito.

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    1. Come lo vedi in sé dal punto di vista, diciamo, "etico-morale"? Sono davvero microlavori o lavori come tutti gli altri che qualcuno offre/richiede ad un microprezzo?

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