giovedì 23 agosto 2012

GR. FIGL. DI PUT.

Fantozziana la memoria: l'ipertitolato megadirettore, prima che "Gran. Figl. Di Put". era pure "Dott. Ing.". Chissà se era tutto conquistato sul campo oppure se, come non di rado succede nella politica nostrana, la parte accademica era millantata.

Se altrove un politico si dimette per copiature (anche parziali) di tesi et similia, da noi sembra d'essere tornati a Sabato al Circo dati i numeri di giocoleria e di prestidigitazione riportati dal Corriere della Sera: corsi e corsetti che sui CV diventano Master, atenei taroccati, titoli menzionati senza di fatto possederli e via discorrendo, passando naturalmente anche da derrate di lauree ad honorem da persino una ventina a cranio.

Da una parte cani e porci in università, dati criteri di selezione spesso discutibili; dall'altra pure i rappresentanti dello Stato che frodano la propria parvenza di plurilaureati esseri superiori. E in mezzo noi, poveri deficienti con annate davvero trascorse sui libri e, comunque, un potenziale che sempre più sovente non trova sbocco.

E l'amara scoperta: dovevamo studiare, certo. Ma, forse, come rubare.

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