giovedì 20 settembre 2012

NON SCURDAMMOCE O' PASSATO

Anni '70, decade mitica. Non solo per i pantaloni a zampa, la migliore musica Soul e Alvaro Vitali in grande spolvero, ma per un mondo e soprattutto un'Italia di radicale diversità rispetto ad oggi.

Da quando Alda Balestra impugnò lo scettro di Miss Italia si aprì per la nostra nazione un periodo florido. Come racconta il Corriere, ad un certo punto fummo persino i migliori d'Europa, quelli con la crescita maggiore, e sotto determinati profili surclassammo tutte le più importanti potenze mondiali.
Anche considerati gli anni di piombo e le dilaganti illusioni filosofico-politiche, non è difficile credere che essere ventenni allora fosse meglio d'esserlo oggi.

Essere figli di una congiuntura positiva perpetratasi pressoché due decadi è, per noi giovani dei Duemila, qualcosa d'inimmaginabile. Ed è per questo che ora ci ritroviamo in prima linea da soli, con genitori e zii che capiscono il nostro dramma in quest'epoca solo quando il nostro ripetuto sbatterci il muso apre una crepa nel loro sistema valoriale. Forse nemmeno i nonni possono comprenderci, perché nonostante l'enorme tragedia di una o due guerre mondiali sulle spalle hanno poi potuto vedere i propri figli crescere in un'Italia col vento in poppa, quella dove per avere una vita decente e per mettere su casa non serviva nemmeno così tanto proseguire oltre la scuola dell'obbligo. Bastava aver voglia e il pane in tavola sarebbe arrivato.

In Brillante laureato offresi di questo salto generazionale ne parlo. "Gli stessi tempi in cui già un diplomato sembrava un alieno, una creatura superiore. “Il ragioniere”, “Il geometra”, “Ecco il ragionier Barzaghi”, “Senta, signor geometra…”." E se avete letto tutto il Cap. 9, sapete come si conclude la mia riflessione.

Pensieri misti fra polso e racconti di chi c'era, i miei. Leggere però l'articolo di Enrico Marro dà, grazie ai dati delle ricerche, misura del tutto. Come avvertirsi bradicardici e poi scoprire precisamente per quanti battiti lo si è.
Sui perché, la scienza avrebbe da analizzare una miriade di dati. Roba che forse una vita non sarebbe sufficiente. Ma a noi che cerchiamo risposte ora, per avvicinarsi forse basta l'olfatto: con la fragranza di "galline oggi" a perdita di vista, quanti credete avrebbero coscienza di pensare alle "uova di (un) domani"?
Ecco. Magna magna.

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