mercoledì 7 novembre 2012

DALL'ALTO IN BASSO

Saremo anche terra d'eccellenza, ma sappiamo perfettamente di non essere i primi della classe. Il problema giunge quando, a fine anno scolastico, sono i voti sul registro a decretare promossi e bocciati.

Da uno dei primi della classe, la Finlandia, stanno giungendo voci d'insofferenza verso noi e i nostri compari delle ultime file. C'avremo il pallone, le moto, le macchine e il mare, ma è una simpatia che non basta più.
In un interessante articolo di Fabrizio Goria su Linkiesta, così si dice:

Instabilità politica, stagnazione economica, debito elevato, risparmio privato in deterioramento, scomparsa della classe media, mercato del lavoro immobile, mancanza di innovazione, scarsa competitività, corruzione. Sono questi i problemi che, secondo i finlandesi, affliggono l’Italia. Ed è per questo che molti qui ritengono che la prossima vittima della crisi europea dei debiti sovrani sarà Roma. «Eppure, mi pare che siano questioni irrisolte da tempo», chiosa il diplomatico. Da almeno 20 anni, per la precisione.

La stoccata di Goria chiude magistralmente il paragrafo di un pezzo che ci inchioda, soprattutto quando emerge che non siamo terra papabile per investimenti. Specie in tempo di crisi.
Tranne che, ritengo io, per i corsari delle multinazionali. Ne tireremo le somme fra 10 anni.

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