martedì 12 febbraio 2013

SOGNI DI WRITE 'n' ROLL

La prima cosa che la crisi colpisce? I sogni. E succede che quello di scrivere appartenga a molti.
La notizia di 800 esuberi in RCS, della chiusura o vendita di 10 riviste fra cui le celebri Max e A, così come del trasloco del Corriere verso la periferia, non è un fulmine a ciel sereno. Di come giri il fumo nel settore carta stampata avevo già dato più che un assaggio nel corso del mio romanzo-verità.

Il presente parla così una lingua amara, con il personale di un grande gruppo a subire un grande colpo. Professionisti della parola ma non solo: anche grafici, fotografi, personale amministrativo, eccetera.
Poche le novità per il sottoscritto, negli anni passati bussatore seriale di porte mediatiche non remunerative (nella migliore delle ipotesi). Ora sono oltre, decisamente, anche se non molto serenamente.

Nemmeno lavorare per un grande gruppo dà sicurezza nell'Italia odierna, altra conclusione da trarre.
Attenzione poi: se c'infilassimo nei meandri della questione, avremmo un bel da fare per misurarne la reale magnitudo. Un conto è poter essere definibili lavoratori, tutt'altro è aver indosso i panni ben più leggeri dei collaboratori: vittime che spesso nemmeno fanno statistica.

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