mercoledì 26 giugno 2013

FREGATI A 30 ANNI

Allo stato attuale, compiere 30 anni corrisponde a beccarsi una torta in faccia.
Il governo Letta ha giusto pensato di farcirla con un po' di crema fresca fresca.

Il via libera al nuovo decreto significherà vantaggi per le imprese (specialmente al sud) che convertiranno a tempo indeterminato o che assumeranno giovani fino a 29 anni. Si apre invece una situazione paradossale per coloro che nel raggio di una manciata di mesi hanno spento o spegneranno le fatidiche 30 candeline. Perché?

Perché, facendo due conti casomai servisse, parliamo di coloro che si sono laureati proprio a ridosso di quando la crisi è scoppiata, trascorrendo conseguentemente gli ultimi 5 anni fra una peripezia e l'altra: chi passando da un incarico insoddisfacente all'altro, chi optando per proseguire ulteriormente con gli studi, eccetera.
Una fascia di persone che per la maggiore non ha ancora avuto possibilità di sistemarsi e che ora, proverbialmente, oltre tale danno subirà la beffa dell'essere fiscalmente poco appetibile. Alzare la soglia a 35 sarebbe forse stato "troppo generoso", ma segare le gambe alle annate '83-'84 è certamente un errore colossale.

Oggi i trent'anni finiscono quindi con l'essere la spada di Damocle, lo spettro, un nuovo inizio della fine. Auguri a tutti: ce n'è drammaticamente bisogno.

4 commenti:

  1. E faccio orgogliosamente parte della categoria! come ci disse Mario Monti, con felice espressione, generazione perduta.

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  2. scusa ma non torna qualche conto...se quelli delle classi ´83/´84 si fossero laureati "in corso" (ovvero a 22 anni circa per la triennale e 24 per la specialistica, ora magistrale), si sarebbero laureati nel 2005/2006 (triennale) e 2007/2008 (specialistica. In tal caso i laureati "a ridosso della crisi" sarebbero "solo" quelli che hanno fatto l´interno quinquennio dato che nel 2005 non c´era ancora area di crisi!

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    1. L'esempio viene da qui: io sono classe 1984, inizio anno (quindi trentenne fra pochi mesi), mai bocciato, laureato in triennale all'ultimo appello in corso (2007). Il mio romanzo ti spiega per filo e per segno cosa siano stati i 18 mesi seguenti...POI è cominciata la crisi, ufficialmente.
      La diffrazione nelle tempistiche che tu sottolinei credo non contempli le naturali zone grigie tra -ad esempio- il laurearsi e il trovare qualcosa (stage, lavoro, eccetera), che rubano parecchio tempo sebbene in maniera non ufficiale.
      Per questo dicevo che coloro che "nel raggio di una manciata di mesi hanno spento o spegneranno le fatidiche 30 candeline" (cioè 1983 e 1984) sono penalizzati dall'attuale riforma. Non chi i 30 li ha già compiuti da un po' perché essendo partito prima ha piu' chance di essere già sistemato; parallelamente, chi prima di fare i 30 ha ancora piu' di 18 mesi potrebbe avere nel mentre delle opportunità da cui i neo-trentenni sono e saranno tagliati fuori.
      Spero sia un po' piu' chiaro il ragionamento.

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  3. capirai...per quelli che verrano assunti ( se verranno assunti ) ci saranno sgravi fiscali per 18 mesi, e dopo?

    Paolo

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