martedì 23 luglio 2013

"NO, LA FATTURA NO!"

Manco si trattasse di una fattucchiera, anziché di una persona che lavora onestamente e cerca di pagare le tasse. "No, no, la fattura no!": inamovibile richiesta dei fruitori del servizio.
Un'altra storia all'italiana, tenetevi pronti.

Succede che per un ulteriore corso di lingua che frequento (esatto: lingua numero 6), l'insegnante si gestisca con regolare partita IVA seguitamente alla chiusura della struttura presso cui avvenivano le lezioni. La sua clientela è costituita per la maggiore da professionisti dai 28 anni in su. Tutti adulti, tutta gente che lavora.
Messe le dovute carte in regola, pero', ecco la doccia fredda: con alcuni non c'è verso di fatturare.

E nonostante stia grammaticalmente poco bene, uso l'indicativo presente anziché il passato, perché la disponibilità ad emettere fattura c'è sempre. E' la controparte che invece non la vuole, per non dover pagare l'IVA. Nemmeno coloro che la possono scaricare.
La delusione è duplice: da un lato il marcio dell'Italia che si perpetua e che per una volta porta allo scoperto l'ipocrisia della categoria clienti; dall'altro il dispiacere di vedere una persona con passaporto extracomunitario essere in bilico col permesso di soggiorno in caso di non raggiungimento delle soglie minime d'introito comprovate.

Io e la mia compagna di lezioni abbiamo pagato, regolare con fattura. Il risultato? Premiati con 4 belle lezioni gratis, per un totale di 12 ore.
La correttezza ci ha ricompensati, ed è stata una bella sensazione.

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