lunedì 12 agosto 2013

L'INGLESE DELLA BIANCOFIORE

Ha fatto il giro del Web la performance in inglese di Michaela Biancofiore.
Di per sé trattasi solo del degno coronamento del circo messo in piedi dal PDL, fra gente lavata di cervello e figuranti pagati due scudi per sbandierinare sostegno a Berlusconi. Ma c'è dell'altro dietro.

Quel che giace oltre i pochi secondi di performance della "nostra" Sottosegretaria per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione è ben più grave del mero scalpitar di un'amazzone pidiellina in cerca di visibilità: la varietà "inglese Biancofiore", elementare e tentennante, rispecchia ahimé il livello medio di dimestichezza della classe italiana dei colletti bianchi. La quale, inoltre, pensa che basta
Esatto, senza nemmeno un uso adatto della propria, di lingua.

Pensa che basta perché crede che ci vuole prima di tutto un'immagine trendy da faccia abbronzata, capello a posto e foularino per proporsi alla platea internazionale.
In politica come negli affari. Che spesso è la stessa cosa.

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