domenica 25 agosto 2013

MOLLATE L'ALTISSIMO (CHE C'HA DA FARE)

Ci siamo arrivati: danza della pioggia, versione 2013.
Nella terra del clientelismo, qualcuno ha preso alla lettera il cercar d'avere santi in Paradiso.

"Prima si pregava per le cose superflue, ora per il necessario". Eggià, sono passati i favolosi anni '70 e i mitici anni '80. L'inchiesta di Repubblica ci porta in un viaggio paradossale, dove religione, superstizione e recruiting si mischiano, alla ricerca di un posto di lavoro.

Fuochino, dai. Ma piuttosto che una processione dedicata a Lui o qualsiasi suo vicario, sarebbe certamente più fruttifero per i fedeli in questione andare a leccare posteriori in una succursale della Lobby di Dio. Eccellente ufficio di collocamento, se non altro.

Guai invece solo a ribadire che sarebbe necessario darsi tutti una svegliata e un'aggiornata per migliorare le cose. Che sia chiedere troppo lo testimonia la situazione in cui riversiamo.
La medesima in cui, per cause di forza maggiore, pare che Deus non sarà deus ex machina.

1 commento:

  1. Quando il compagno Carlo Marx scrisse che la religione era l'oppio dei popoli intendeva proprio questo, che aiuta a sopportare una vita d'inferno, da buon analgesico. Occhio ai dosaggi, naturalmente...

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