martedì 3 settembre 2013

SCUOLA INTERNAZIONALE PER I FIGLI: SI' O NO?

Il boom di maternità che verifico tra i tardo-ventenni si unisce alle scelte genitoriali dei trentacinque-quarantenni e mi spinge a scrivere quanto segue.
Allora, dove sarà bene mandarli a scuola 'sti pargoli per quanto riguarda un sano apprendimento linguistico? Scuola italiana con inglese, scuola bilingue, scuola internazionale o scuola straniera?

Ribadiamo da che prospettiva parlo: se genitore ancora non lo sono, sono però una persona di madrelingua italiana che rasenta il bilinguismo con l'inglese e conosce a livello avanzato altre 4 lingue: francese, spagnolo, tedesco e portoghese. Non a caso opero come esperto linguistico aziendale in Comunicazione e Sales & Marketing, come traduttore e interprete fieristico e, inoltre, formatore linguistico per l'inglese. Ho vissuto in Italia, Germania, Regno Unito e Svizzera francese.
Qualcosina, forse, l'ho capita.

Posto che vada sempre verificato lo specifico programma di ciascuna scuola, ecco quel che mi sento di dire.
  • Scuola italiana con lezioni di lingua: SI'. Opterei per una soluzione che includa lo studio di 2 lingue straniere, cioè l'imprescindibile inglese e un'altra quanto più strategica possibile. Se il pargolo non è particolarmente motivato con le lingue -specie alle superiori- dire "strategico" significa invitarlo ad optare non tanto per una scuola che offra la lingua più in voga (russo o cinese, per esemplificare in ottica contemporanea), ma per la lingua più gestibile: per i madrelingua italiani sono particolarmente indicate altre lingue neolatine, fra cui spiccano le parlatissime francese e spagnolo, facilmente conservabili/riattivabili sul lungo periodo grazie alle molteplici similitudini con l'italiano. Capitolo a parte merita il tedesco, nonostante alcune attinenze con l'inglese che fa parte appunto della famiglia delle lingue germaniche: l'idioma di Berlino richiede un investimento di almeno 5 anni + pratica su territorio per non essere vanificato, essendo una lingua tanto complessa quanto facile a dimenticarsi se non praticata. Cinese, russo o arabo possono essere ottime opzioni per i 5 anni di superiori a patto che poi davvero si abbia intenzione di proseguire a livello universitario e su territorio ai fini di perfezionamento.
  • Scuola straniera su territorio italiano: NO. Se siete genitori italiani (o parzialmente tali) residenti in Italia con prospettive di permanenza oltre i 5 anni, vi sconsiglio la scuola straniera per causa di quanto segue: a differenza delle opzioni completamente bilingua di cui parleremo poi, mettere i vostri figli in un contesto solo ed esclusivamente straniero li crescerà sì con una perfetta abilità nell'idioma di bandiera dell'istituto, ma con carenze in un uso corretto dell'italiano quanto più il tempo trascorso su tali banchi (eh sì, parlarlo a casa non basta. Ci vuole anche competenza grammaticale e scritta, non dimenticatelo). Al punto che, dopo (elementari,) medie e superiori nelle tanto acclamate scuole inglesi o tedesche tanto in voga nelle maggiori città italiane non saranno pronti per frequentare, ad esempio, l'università in Italia. Al di là delle risposte a caldo, quelle cioè da "chissenefrega dell'Italia", è necessario farsi due conti su ciò che i ragazzi andrebbero a perdere sia linguisticamente che culturalmente nell'avere al massimo una spolveratina d'italiano. Inoltre, vi lascio un punto su cui riflettere: io all'estero sono stato apprezzatissimo da grandi realtà imprenditoriali proprio perché, oltre ad una completa padronanza della lingua locale, potevo mettere sul piatto un italiano scritto/parlato perfetto. Senza la scuola italiana non sarebbe stato così, nonostante il mio essere italiano: avrei gestito la lingua un po' come quei figli d'emigrati nostrani che parlano (o parlottano), certo, ma poi non sono in grado di scrivere un'e-mail di lavoro senza errori ad ogni frase. In Svizzera, ad esempio, di figure del genere ne ho viste parecchie. Per concludere il paragrafo, una scuola straniera in Italia ritengo abbia senso solo per le famiglie della tal nazionalità giunte sul territorio con data di scadenza, come spesso capita per questioni di lavoro.
  • Scuola internazionale/bilingue: SI'. Questa è l'opzione che più mi entusiasma, adatta non solo alle famiglie di nazionalità mista ma a tutti coloro che vogliano combinare il meglio di più mondi (solitamente due: quello della nazione ospitante e quello della nazione connotante l'istituto, ma ci sono anche altre interessanti opzioni in via sperimentale). Parliamo di luoghi solitamente ben calibrati su bilinguismo e biculturalismo, dove tra l'altro ritengo sia interessantissimo cominciare in tenera età.
I più interessati alle lingue potranno optare per aggiungerne altre in seguito oppure frequentare licei/università con studio di 3 idiomi. Quel che ho fatto io fra liceo linguistico e corso di laurea in Mediazione Linguistica e Cuturale.
L'argomento è chiacchierato e fossi io genitore, per concludere, vorrei cercare quanto più possibile di indirizzare i miei figli verso un'apertura al mondo, evitando di confinarli nel monolinguismo nonché in una visione monoprospettica.

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