mercoledì 20 novembre 2013

IL "GRAZIE" E' FUORI MODA (parte 1)

La crisi economica si è fatta, evidentemente, anche crisi delle buone maniere.
La prima storia che vi propongo in merito narra di ricerca di lavoro in terra straniera e può essere intitolata...

Voglia di estero
Siamo a ridosso dell'estate 2013 quando tramite un giro di conoscenze mi giunge un'e-mail: due universitari cercano impiego estivo in Inghilterra, allo scopo di mettere da parte qualche soldo, migliorare la lingua e visitare il posto.

Niente di sbagliato in apparenza, ma da esperto di queste faccende individuo subito due problemi:

1- il lavoro per l'estate non si cerca in estate. Si cerca prima;
2- dai CV risulta che il loro inglese è limitato.

Unito al fatto che i due non desideravano star via più di un mese, che scenario si prospettava? Il peregrinare per ristoranti ad elemosinare un posto come sguatteri. Foss'anche andata in porto (tutto da vedere), avrebbero avuto un soggiorno fatto di paga insufficiente a coprire le spese, ritmi lavorativi intensi e minima interazione linguistica (eggià: c'è tutto il mondo a fare questi lavoretti in UK d'estate, ma latitano i britannici).
Spiego le mie riserve con un'email lunga ed accurata, carica di suggerimenti e basata oltretutto sul mio stesso vissuto: quello di uno che da un summer job in Gran Bretagna si è poi aperto un varco per il reparto Sales & Marketing della medesima azienda, diventando peraltro il braccio destro del direttore.

Cuore del mio messaggio: ragazzi, credo vi convenga racimolare qualche soldo adesso qui in Italia e poi andare in UK 3-4 settimane ad agosto per fare un corso di lingua vero e proprio. Facendo così, oltre a divertirvi e ad aver tempo per visitare, massimizzerete il vostro scopo per quest'anno, cioè il miglioramento linguistico; l'anno prossimo, poi, con un inglese più robusto e le tempistiche dalla vostra, vi suggerisco di muovervi entro Pasqua per candidarvi ad incarichi estivi interessanti, quali ad esempio... (aggiungi lista di link).

Risultato? Il silenzio.
Qualche mese dopo, tramite conoscenze comuni sono venuto a sapere com'è finita. Bene, cassati in toto i miei suggerimenti e finiti nelle fauci di una di quelle agenzie di sparvieri che promettono pacchetti di "lavoro estivo e abitazione a Londra", ecco che i nostri si sono ritrovati nella capitale del Regno Unito a pagare un mese d'affitto e a fare invano qualche colloquio.
Di sicuro c'è che, quindi, i soldi li hanno scuciti e basta. Inoltre, ho ragione di credere che tanto il divertimento quanto l'apprendimento linguistico siano stati assai limitati. Insomma: una stramba vacanza e a casa a mani vuote.

Intuii sin dalla loro mancata risposta che sarebbe finita grosso modo così. Il colmo è che agli sciacalli a cui si sono affidati, una spremuta di grazie non sarà certo mancata.
D'altra parte è dai tempi di Collodi che Lucignolo ha più seguito del grillo parlante.

--Vuoi leggere la successiva avventura? Eccola: IL "GRAZIE" E' FUORI MODA (parte 2)--

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