martedì 3 dicembre 2013

IL "GRAZIE" E' FUORI MODA (parte 2)

Tempi duri per i buoni samaritani.
Se anche a voi per dare un rene basterebbe ricevere un grazie, cominciate a sintonizzarvi invece sullo sputo in faccia. Perché un cicinìn di pazienza e sarà quella la ricompensa.

La storia di oggi porta il titolo di...

T'inseguo, t'asciugo, addio.
E' un lavorativamente incolore ottobre 2013 quando decido che la Settimana della Comunicazione a Milano valga bene un salto. Ne faccio pure più di uno, interessato a varie iniziative.
Siedo un giorno nella platea di un convegno sul multilinguismo nell'impresa nostrana. Con l'ausilio di dati di ricerche europee, viene messo in luce quanto l'Italia sia arretrata in materia e, aspetto ancora più allarmante, quanto poco gliene importi.
Suggello con un breve intervento sottoforma di domanda, nel quale chiedo alla relatrice (un'alta carica universitaria oltre che un'esperta in materia) come mai gli esperti multilingua risultino tanto apprezzati oltre confine quanto snobbati in Italia. Un modo anche per drizzare le antenne dei presenti in sala, casomai vi fosse qualcuno interessato ad avermi dalla propria.

Suonato il gong, imbocco l'uscita. Mi rincorre una ragazza.
"Ho sentito il tuo intervento e...". Nessuna offerta di lavoro o quant'altro, anzi. Mi trovo in un battito di ciglia pure negli scomodi (nonché presunti) panni di quello che ce l'ha fatta. Non mi ritengo tale, affatto, ma vero è che da 4 anni ho una collaborazione oltralpe che mi permette di stare economicamente sereno e di ricoprire un ruolo non scontato per un under-30 figlio dell'Italia in crisi.
La ragazza ha un anno in più di me e un background del tutto simile, con un'ulteriore specializzazione in traduzione legale. Mi dice che però sta cercando chance all'estero, perché essere approdata a Milano dal profondo Sud non le ha fruttato altro che incarichi da 7 Euro/ora come traduttrice legale. Un po' come se un chirurgo cardiovascolare venisse pagato quanto un netturbino, nonostante le differenze di competenze e responsabilità.

Mi monta il dispiacere. Nel suo affanno vedo il mio.
Senza pensarci due volte -e senza il minimo secondo fine da marpione- decido di perdere il treno e dedicarle il tempo necessario. Se ne va una ventina di minuti abbondante in cui, oltre a quelli che ritengo siano i miei migliori consigli sulle nazioni in cui ho vissuto, le faccio annotare in agenda anche quelli che ritengo siano i miei migliori contatti per sbarcare il lunario con le lingue a Milano.
Come ultimo passo le indico questo stesso portale, per permetterle di trovare altre dritte, avere i miei contatti e magari aggiornarmi sugli esiti.

Cos'avrei fatto io se un completo sconosciuto m'avesse dedicato quasi mezz'ora e mandato a casa con nuove idee e nuovi contatti? Come minimo gli avrei scritto per ringraziarlo, specie nel caso in cui l'avessi lasciato andar via senza nemmeno offrirgli un caffè.
Invece, ancora una volta, silenzio.

--Non hai letto la prima parte? Eccola: IL "GRAZIE" E' FUORI MODA (parte 1)--

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