mercoledì 14 maggio 2014

CARTA STRACCIA (RAGIONEVOLMENTE)

Nella vita tutto può succedere.
Placate madri, nonne e zie in iperventilazione: eggià, hanno buttato la tesi di laurea della creatura. E l'unico errore di questa faccenda è che possano non averla infilata nella carta da riciclare.


Non credo vi sia alcun peccato nello smaltire le copie delle tesi accatastate per dovere di regolamento nei vari dipartimenti universitari. Se Repubblica voleva aizzare la polemica, Il Foglio ha brillantemente chiuso le ciabatte con una spiegazione lineare e comprensibile.

Ditemi voi se ha senso dover riempire uffici e archivi con derrate di carta scaduta. E che non ne si faccia una questione di onta subita dagli studenti, perché le tesi vengono stampate per lo meno in triplice copia, quindi ognuno può conservare la propria ed avere il piacere, dopo qualche mese, di riempire un altro scatolone nella propria cantina.

Facciamoci tutti un bagno d'umiltà. Io per primo dico che la mia tesi non sia né degna di passare ai posteri, né tanto meno di infestare locali universitari diversamente utilizzabili.
Fosse per me, nemmeno avrei stampato la copia per il relatore. Che ringrazio ancora per avermi fatto svolgere il lavoro senza inutili bastoni fra le ruote, in quel meraviglioso, tacito accordo che mi traghetto' dopo oltre 20 sudati esami a ricevere la mia laurea, evitando che l'ultimo sforzo fosse un immotivato palo in culo.

2 commenti:

  1. Tutta questa faccenda aveva un che di incredibile. Come se non fossero depositate (in eterno) la copia per il Rettorato - mi pare - e quella in formato digitale. No, secondo Repubblica i Dipartimenti universitari dovrebbero attrezzarsi di un archivio che neanche la Stasi per conservare l'ennesima copia cartacea delle tesi di venti anni fa. Molto ragionevole.

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    1. La cosa che mi dà più ai nervi è questa voglia di aizzare la polemica su tutto. Roba che nemmeno gli attaccabrighe alle giostre

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