lunedì 21 luglio 2014

PERDERE 50 MILIARDI ALL'ANNO. PERCHE'?

Esiste una buona ragione per perdere (consapevolmente) 50 miliardi l'anno?
Qui di seguito spiegato dove ciò sta avvenendo e quanto possibile sarebbe evitarlo.

"The UK economy is already losing around £50bn a year in lost contracts because of a lack of language skills in the workforce”

Baroness Coussins 
All Party Parliamentary Group

Calma a ridere, o a dire che non ci riguarda.
Per lo meno nel Regno Unito qualcuno si è posto la questione ed è conseguito uno studio. Ora ne sono consapevoli: ogni anno si perdono 50 miliardi di Sterline (60 miliardi di Euro) di contratti per mancanza di competenze linguistiche nella forza lavoro.
Occorre quindi ingranare la marcia e procedere.

In Italia, invece?
Vi spiego perché ho ragione di credere che si stia anche peggio:
  1. Chiunque faccia un lavoro a contatto diretto con qualsiasi utenza (dal commesso allo psicologo, dall'addetto call-center al direttore di banca) e abbia avuto difficoltà a comprendere quanto sopra in inglese prima che lo si decifrasse, porta sulle sue spalle un briciolo o un macigno di colpa in termini di business perso.
  2. Nel Belpaese studi in materia sono sempre rimasti in sordina (mi viene in mente quanto raccontavo qui), a mezza via fra l'omertà e la testa sotto la sabbia.
  3. Ad ogni livello siamo pieni di "emuli renziani": gente palesemente non a livello, ma che si lancia convinta di esserlo.
  4. Per una versione approfondita dello stato in cui riversa il nostro Stato, laddove la parola "internazionalizzazione" viene menzionata da molti senza  che vi sia un risvolto concreto, rimando sempre al mio romanzo-inchiesta.
In UK, inoltre, esistono agenzie specializzate nella selezione di personale multilingua (io per primo ci passai con successo durante i miei periodi a Manchester). In Italia non se ne vedono, ed oltretutto gli accertamenti linguistici sono momenti epicamente comici del più dei colloqui.

Il primo passo per risolvere un problema è riconoscere di averlo.
A voi individuare chi almeno questo primo passo l'ha compiuto e chi no.

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